Energia, l’asse Meloni-Merz-De Wever prova a cambiare rotta in Europa
La lettera ad António Costa propone procedure più rapide per gli investimenti, meno vincoli amministrativi e una revisione degli obblighi per le piccole imprese.
Il caro energia e il peso crescente della burocrazia diventano il centro di un’iniziativa comune tra Italia, Germania e Belgio. Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever hanno scritto ad António Costa in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, chiedendo di mettere la competitività industriale tra le priorità dell’Unione.
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Energia e industria al centro
Secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi, la lettera nasce dal confronto della scorsa settimana tra gli “Amici della competitività”, gruppo informale che riunisce alcuni Paesi europei. Il documento lega in modo diretto la semplificazione delle procedure, il costo dell’energia e la capacità delle imprese di competere sui mercati.
La premier aveva già portato il tema all’attenzione pubblica durante l’assemblea generale di Assolombarda, a Milano, il giorno precedente. In quell’occasione ha sostenuto che la crisi in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le tensioni nel Mar Rosso stanno spingendo verso l’alto i prezzi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti, con effetti sull’inflazione, sulle famiglie, sulle aziende e sui bilanci pubblici.
Meloni ha inoltre ricordato che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva affrontato la questione durante l’Ecofin e ha annunciato l’intenzione di riproporla personalmente al vertice dei leader europei. Per la presidente del Consiglio, intervenire sui costi energetici rappresenta una scelta di responsabilità e di buon senso.
Tre richieste per accelerare
La proposta dei tre leader si articola su tre direttrici. La prima riguarda la creazione di procedure accelerate per gli investimenti considerati strategici, con energia e tecnologie digitali indicate come ambiti prioritari.
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La seconda punta a impedire l’introduzione di nuovi adempimenti burocratici, mentre la terza chiede una revisione complessiva degli obblighi di rendicontazione europei. L’obiettivo dichiarato è alleggerire soprattutto il carico amministrativo sostenuto dalle piccole e medie imprese.
Il messaggio politico di Meloni
Nel suo intervento milanese, la presidente del Consiglio ha anche rivendicato un ruolo più assertivo dell’Italia nei negoziati comunitari. «L'Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre sì», ha affermato, spiegando che Roma intende segnalare ciò che non funziona non per indebolire l’Unione, ma per renderla più solida.
La lettera a Costa porta così al tavolo del Consiglio europeo un pacchetto che unisce emergenza energetica, semplificazione e sostegno alla produzione. Il confronto del 15 e 16 ottobre dovrà ora misurarsi con le richieste avanzate da Roma, Berlino e Bruxelles.
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