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Politica 2 min di lettura12 ott

Elezioni, la data spunta da una seduta segreta: l’annuncio di De Luca

Il leader di Sud chiama Nord indica il 9 e 10 maggio come giorni del voto e motiva la previsione con pensioni parlamentari e tempi organizzativi.

Il 9 e 10 maggio sarebbero i giorni scelti per le prossime elezioni. A indicare questa data è Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che ha raccontato di averla appresa durante un incontro riservato con esponenti di schieramenti opposti.

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De Luca dà per certa la data

Intervenuto alla trasmissione Un giorno da pecora, su Rai Radio1, De Luca ha spiegato che la consultazione si terrebbe a maggio. La sua previsione, ha sostenuto, dipende anche dalle scadenze che riguardano i parlamentari e dall’esigenza di predisporre la macchina elettorale.

Il leader di Sud chiama Nord ha ricordato che ad aprile molti deputati e senatori raggiungerebbero il requisito dei 4 anni, 6 mesi e un giorno necessario per maturare il diritto alla pensione. A suo giudizio, dopo quel momento resterebbe inoltre il tempo utile per organizzare il voto, prima della pausa estiva.


L’accordo con il centrodestra

La dichiarazione arriva dopo l’intesa appena raggiunta da Sud chiama Nord con Fratelli d’Italia, accordo che avvicina il movimento di De Luca al centrodestra in vista delle prossime elezioni.

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Il politico siciliano ha collocato la riunione in una fase precedente alla scelta definitiva dello schieramento. Ha descritto quel passaggio con un riferimento al “Barbiere di Siviglia”, spiegando che allora entrambi i principali poli cercavano il suo sostegno e che il movimento non aveva ancora deciso da che parte collocarsi.


Nessun nome sui partecipanti

De Luca non ha voluto rivelare chi fosse presente all’incontro organizzato a Roma. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, ho preso l’impegno di non dirlo», ha affermato durante la trasmissione.

Secondo il suo racconto, alla riunione partecipavano rappresentanti sia del centrodestra sia del centrosinistra. Il leader ha aggiunto di non essere abituato ai salotti della capitale e si è definito «un piccolo, piccolo leader di periferia», preferendo mantenere riservati i nomi degli interlocutori.

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