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Politica 2 min di lettura19 ore fa

Dopo i vandalismi, Milano risponde: pioggia e piazza piena

Cittadini e associazioni si sono ritrovati davanti a Palazzo Marino per condannare le devastazioni e chiedere più inclusione sociale.

La pioggia non ha scoraggiato i cittadini milanesi, riuniti in piazza della Scala dopo le devastazioni e gli atti vandalici dello scorso fine settimana. Il presidio, promosso dalla Cgil, ha raccolto esponenti politici, organizzazioni e diverse realtà associative.

Tra i partecipanti figurano Pd, Anpi e Arci, insieme a numerosi cittadini. In piazza sono comparsi anche i vessilli della Cgil, del M5S e della pace, oltre a cartelli con l’appello: «No alla violenza, sì ad attuare la Costituzione antifascista».

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Stanzione: inclusione contro la violenza

Il segretario della Cgil di Milano, Luca Stanzione, ha definito la manifestazione la risposta di una parte ampia della città agli episodi dei giorni precedenti. «Qui c’è la risposta grande di una città che scende in piazza per dire no alla violenza», ha dichiarato durante il presidio.

Secondo Stanzione, il contrasto al disagio passa anche da politiche sociali più incisive. Il sindacalista ha accusato il governo di indebolire gli enti locali attraverso i tagli, compresi quelli destinati alla scuola, e ha ricordato la richiesta di 350 agenti di polizia in più per Milano. A suo giudizio, l’arrivo di 500 militari dell’Esercito non rappresenta una soluzione equivalente.


Anpi: capire il disagio giovanile

Alla manifestazione ha preso parte anche l’Anpi milanese. Il presidente Primo Minelli ha invitato a interrogarsi sulle cause del malessere che sta emergendo, senza limitarsi alla condanna delle azioni compiute.

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«Bisogna capire le ragioni di quello che è successo, le ragioni di un malessere che esistono», ha affermato Minelli. Ha inoltre sostenuto che ai ragazzi debba essere spiegato come i loro comportamenti possano rafforzare le posizioni della destra più autoritaria.


Azione resta fuori dalla piazza

Non ha aderito all’iniziativa Azione. Il segretario cittadino Francesco Ascioti ha contestato la presenza dei simboli di partito, sostenendo che l’appuntamento avrebbe dovuto mantenere un carattere aperto e civico.

La polemica si è concentrata quindi sulla natura della mobilitazione: da una parte le forze e le associazioni che hanno scelto di partecipare con le proprie bandiere, dall’altra chi avrebbe preferito una manifestazione priva di riferimenti partitici.

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