Di Matteo accusa Melillo sul pool delle stragi della Dna
Il Csm valuta la conferma bis del procuratore nazionale antimafia, con il rinvio al prossimo plenum
Nino Di Matteo ha presentato un esposto alla Procura generale contro Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia. Al vertice della Direzione nazionale antimafia vengono contestate alcune scelte nella gestione del pool che si occupa delle stragi.
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L’esposto contro Melillo
Nel documento, Di Matteo critica la mancata convocazione di riunioni e l’accentramento delle relazioni. Secondo l’impostazione dell’esposto, queste decisioni avrebbero ridotto il peso operativo del gruppo impegnato sulle indagini relative alle stragi.
L’iniziativa porta allo scoperto la contrapposizione tra il pm e il capo della Dna. Il passaggio alla Procura generale dà alla vicenda una dimensione formale, proprio mentre il Consiglio superiore della magistratura si prepara a occuparsi della posizione di Melillo.
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La decisione attesa dal Csm
A Palazzo dei Marescialli si profila la conferma per un secondo mandato del procuratore nazionale antimafia. La pratica, tuttavia, dovrebbe essere rinviata al prossimo plenum, anziché arrivare subito al voto definitivo.
Il caso Caltanissetta e la gestione delle attività legate alle stragi restano al centro delle contestazioni sollevate da Di Matteo. La frattura, da tempo maturata all’interno della Dna, è ora diventata pubblica mentre il Csm deve esaminare la permanenza di Melillo al vertice dell’ufficio.
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