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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Cpr, visita medica sotto esame: il Viminale prepara una stretta

Piantedosi annuncia una modifica delle procedure sanitarie dopo l’indagine di Ravenna sui presunti certificati irregolari rilasciati a migranti destinati ai centri.

Le procedure sanitarie richieste prima dell’ingresso nei Centri di permanenza per il rimpatrio potrebbero cambiare. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha indicato la necessità di rivedere le norme, mentre l’attenzione resta concentrata sull’inchiesta aperta a Ravenna.


Le regole sanitarie verso la revisione

L’intervento riguarda gli accertamenti medici effettuati sui migranti irregolari prima del trasferimento nei Cpr. L’obiettivo indicato dal Viminale è aggiornare il sistema di valutazione dell’idoneità, senza che siano stati forniti ulteriori dettagli sulle modalità della futura modifica.

La revisione si inserisce in un momento delicato per il funzionamento dei centri. Le visite hanno infatti il compito di verificare se le condizioni di salute consentano l’ingresso nelle strutture e il trattenimento ai fini del rimpatrio.

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L’indagine parte da Ravenna

La Procura di Ravenna sta esaminando l’ipotesi che siano stati prodotti attestati falsi per dichiarare alcuni migranti non idonei all’ingresso nei centri. Al momento, otto medici risultano iscritti nel registro degli indagati.

Gli accertamenti, però, non si limitano ai professionisti già formalmente coinvolti. Le verifiche interessano più di venti medici operativi in varie città italiane; per la maggior parte di loro non è stata formulata alcuna accusa e la posizione resta al vaglio degli inquirenti.

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