Cortei e danni, Salvini rilancia: chi organizza dovrà pagare
Il vicepremier annuncia un nuovo tentativo parlamentare della Lega dopo gli scontri e critica duramente Lorenzo Pacini per il sostegno ai manifestanti feriti.
La Lega vuole riportare in Parlamento già questa settimana la proposta che impone agli organizzatori delle manifestazioni considerate a rischio una garanzia economica. L’obiettivo, secondo Matteo Salvini, è coprire i danni provocati durante eventuali disordini, dopo le proteste e gli episodi di violenza degli ultimi giorni.
Il ministro dei Trasporti e vicepremier ha indicato nella misura la risposta politica ai disordini registrati nei cortei. La sua posizione è riassunta nello slogan: «Manifestare è un diritto, devastare no. Chi rompe paga». Salvini ha anche sostenuto che il progetto sarebbe stato frenato in passato da ritardi attribuiti ad altri e ora si è detto intenzionato a verificare se ci saranno nuove opposizioni.
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La proposta torna al centro del confronto
L’idea della Lega prevede che chi promuove una manifestazione a rischio metta a disposizione una somma destinata a risarcire i danni eventualmente causati. Salvini ha parlato di perdite per milioni, collegandole alle scene di quella che ha definito guerriglia urbana viste negli ultimi giorni.
L’annuncio arriva dopo una serie di cortei segnati da tensioni e scontri. Il ministro ha distinto il diritto a scendere in piazza dalla responsabilità per devastazioni e danneggiamenti, ribadendo che la libertà di manifestare non dovrebbe tradursi in conseguenze a carico della collettività.
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Scontro aperto con Lorenzo Pacini
Nel mirino di Salvini è finito anche Lorenzo Pacini, candidato sindaco di Milano e attuale assessore del Municipio 1. Pacini aveva espresso vicinanza ai manifestanti che, secondo la sua ricostruzione, erano stati colpiti dalle forze dell’ordine, parlando di pestaggi.
Il suo intervento è stato ripreso e contestato su Instagram da Silvia Sardone, candidata alla guida di Palazzo Marino. Tra i commenti al video è intervenuto anche Salvini, che ha definito «deliranti» le parole dell’assessore e lo ha accusato di rappresentare un pericolo per sé e per gli altri.
Il vicepremier ha inoltre rivolto solidarietà agli agenti rimasti feriti durante gli scontri, sostenendo che stavano svolgendo il proprio lavoro e definendo criminali i responsabili delle aggressioni. La polemica politica si intreccia così con il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla responsabilità degli organizzatori dei cortei.
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