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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Conte frena sull’Ucraina nell’Ue: «Servono anni, rischio squilibrio

Il leader del Movimento 5 Stelle chiede una svolta negoziale sulla guerra e avverte: l’adesione di Kiev avrebbe conseguenze profonde per l’assetto europeo.

La guerra tra Russia e Ucraina e il possibile ingresso di Kiev nell’Unione europea restano, secondo Giuseppe Conte, questioni da affrontare senza scorciatoie. Il leader del Movimento 5 Stelle rilancia la necessità di un negoziato e avverte che un nuovo allargamento dell’Ue, nelle condizioni attuali, potrebbe creare forti squilibri.

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Conte spinge per il negoziato

Parlando all’evento “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio”, l’ex presidente del Consiglio ha sostenuto che la priorità non sia alimentare l’escalation militare, ma proteggere la popolazione ucraina attraverso una soluzione diplomatica. Nel suo ragionamento ha richiamato anche la controversa iniziativa di Trump sul gasolio russo e il sostegno intermittente garantito da Elon Musk tramite la rete satellitare Starlink.

Conte ha spiegato di avere già individuato una possibile figura per il ruolo di mediatore, senza però volerne rivelare il nome. «Ce l'ho, andrebbe bene agli Stati Uniti, alla Russia, alla Cina, ma non lo dirò per non bruciarlo», ha affermato. A suo giudizio, un accordo stabile dovrebbe tutelare le ragioni dell’Ucraina, considerata il Paese aggredito, e accompagnarsi a una conferenza sulla sicurezza.


L’adesione di Kiev resta lontana

Sul percorso europeo dell’Ucraina, Conte ha messo in evidenza la complessità dell’ipotesi. Prima di entrare nell’Unione, Kiev dovrebbe adeguare l’intero ordinamento nazionale, recepire le direttive comunitarie e allinearsi agli obblighi previsti per gli Stati membri.

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Il leader del Movimento 5 Stelle ha collegato questo tema alle differenze tra le varie aree dell’Europa: gli interessi dei Paesi baltici, mediterranei, settentrionali e scandinavi non coincidono sempre. «Se oggi entrasse l'Ucraina, il Paese deve prima predisporre tutto il suo ordinamento interno e quindi recepire tutte le direttive», ha detto, indicando in «anni e anni» il tempo necessario per completare il processo e scongiurare quello che definisce uno squilibrio «immane».


Riarmo e nuove convergenze

Nel corso dell’intervento Conte ha messo in discussione la coerenza di una politica fondata sul riarmo nel caso in cui Russia e Ucraina riuscissero a sottoscrivere un’intesa duratura. Se l’attuale avversario militare diventasse il firmatario di un trattato, ha osservato, sarebbe necessario rivedere le scelte compiute finora dalla Germania e dagli altri Paesi europei.

L’ex premier ha inoltre commentato alcuni recenti segnali arrivati sul piano diplomatico. Le astensioni reciproche su una risoluzione relativa al conflitto russo-ucraino vengono interpretate come un possibile passo verso una posizione condivisa. Conte ha detto di voler leggere quel passaggio come la conferma della volontà di cercare un punto d’incontro, pur ribadendo che la linea del Movimento 5 Stelle resta contraria alla prosecuzione dell’escalation armata.

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