Carceri minorili al limite: l’ipotesi che scatena la protesta
I posti disponibili sono poco più di 600, mentre i giovani detenuti sono raddoppiati dal 2022: il governo valuta nuove strutture e sezioni dedicate negli istituti per adulti.
L’ipotesi di riservare ai minorenni alcune aree delle carceri per adulti ha provocato una reazione compatta delle opposizioni e dell’associazione Antigone. Pd, M5s, Avs e Più Europa contestano la direzione imboccata dal governo e vedono nel sovraffollamento degli istituti penali per minorenni l’effetto delle recenti scelte legislative.
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La linea del governo divide la politica
Antigone sostiene che il ricorso alla detenzione sia stato progressivamente ampliato a scapito delle misure alternative. Secondo l’associazione, ad agosto il 68,1% delle persone presenti negli istituti penali per minorenni non aveva ancora una condanna definitiva e oltre un detenuto su quattro aspettava il primo processo.
Il Pd definisce la situazione una “deriva pericolosissima” e critica l’eventualità di utilizzare spazi delle carceri per adulti dopo il ridimensionamento, a suo giudizio, della giustizia minorile. Il M5s parla di “proposta folle”, mentre Avs accusa il ministro della Giustizia di allontanarsi dai principi costituzionali quando affronta il tema degli adolescenti. Più Europa attribuisce inoltre al decreto Caivano l’aumento della pressione sugli istituti minorili.
Nuovi posti contro l’emergenza
Nel frattempo, il piano governativo prevede interventi sia sugli edifici esistenti sia sulla disponibilità complessiva di posti. L’inaugurazione di una struttura a Rovigo e i lavori avviati a L’Aquila e Lecce hanno prodotto finora cento posti aggiuntivi.
Nei prossimi mesi dovrebbero arrivare altre 150 disponibilità, grazie soprattutto all’ampliamento di Casal del Marmo e agli interventi negli istituti di Torino e Bologna. La rete conta 19 strutture e poco più di 600 posti complessivi, una capienza ormai sottoposta a forte pressione.
Nordio ammette la pressione crescente
Il ministro Carlo Nordio ha collegato l’emergenza anche ai fermi eseguiti dopo i disordini degli ultimi giorni. A Milano, secondo i dati citati, l’80% delle persone fermate era minorenne, con il coinvolgimento anche di ragazzi appena adolescenti.
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“Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta”, ha affermato Nordio, aggiungendo che in alcuni frangenti è comunque necessario incarcerare chi si è reso responsabile di episodi violenti. Il ministro ha riconosciuto che il sistema penitenziario minorile attraversa una fase di difficoltà.
L’ipotesi delle sezioni separate
La questione è stata discussa in una riunione al ministero della Giustizia, una delle convocazioni periodiche dedicate alla condizione degli istituti. L’obiettivo indicato da Nordio è reperire risorse per aumentare la capienza e valutare accordi che consentano di destinare ai minori settori oggi riservati agli adulti.
Una soluzione simile era già stata adottata nel 2025 alla Dozza di Bologna. In quell’occasione era stata predisposta temporaneamente una sezione per giovani tra i 21 e i 25 anni, con l’intento di ridurre la pressione sulle carceri minorili.
I numeri della crescita dal 2022
Dall’inizio della legislatura, il numero dei giovani detenuti è salito del 40%. Nel 2022 gli ospiti degli istituti penali per minorenni erano 280; oggi sono 570. L’incremento viene collegato anche al decreto Caivano, che ha esteso il ricorso alla custodia cautelare in carcere e ha previsto un irrigidimento delle sanzioni.
Nello stesso periodo sono aumentati alcuni reati attribuiti ai giovani: tentati omicidi e uso di armi segnano un incremento del 60%, gli episodi di violenza in generale del 50% e gli abusi sessuali del 30%. Il governo considera questi dati tra gli elementi che rendono necessario rafforzare la risposta penitenziaria, mentre le associazioni e le forze di opposizione chiedono di limitare la detenzione ai casi realmente indispensabili.
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