Carburanti, la svolta di IP: il tetto può coinvolgere 8.500 pompe
Italiana Petroli seguirà Eni con limiti progressivi a benzina e diesel: la misura potrebbe coprire quasi quattro distributori italiani su dieci.
La decisione di Italiana Petroli potrebbe estendere il contenimento dei prezzi a una parte molto ampia della rete italiana: insieme a Eni, l’iniziativa arriverebbe a interessare circa 8.500 impianti, pari al 39% dei 22mila distributori presenti nel Paese. L’intervento partirà da domani e sarà introdotto gradualmente.
Una rete da 8.500 punti vendita
Socar, il gruppo energetico azero che controlla IP, ha scelto di applicare un limite ai prezzi di benzina e gasolio lungo la propria rete. I circa 4.500 punti vendita con marchio IP si aggiungeranno ai 4.000 distributori Eni ed Enilive già coinvolti nella strategia avviata dalla compagnia italiana.
Il possibile impatto complessivo è quindi significativo: le due reti riunirebbero quasi il 39% degli impianti attivi sul territorio nazionale. La misura si inserisce nella fase di particolare attenzione per il costo dei carburanti e nelle richieste rivolte ai principali operatori affinché contribuiscano a ridurre il peso dei rincari su famiglie e aziende.
IP parte da domani, ma senza scatti
L’azienda ha previsto un’applicazione progressiva, cominciando dalle stazioni a marchio IP. Il piano comprende anche un sostegno ai partner e ai gestori indipendenti della rete, con l’obiettivo di accompagnare l’introduzione dei nuovi limiti senza interrompere i rapporti commerciali esistenti.
La scelta di Socar arriva dopo quella di Eni e non prevede un obbligo imposto alle imprese. Antonio Tajani, vicepremier e Ministro degli Esteri, ha descritto l’operazione come un’azione volontaria a favore dei consumatori: “Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani”.
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Tajani rivendica la richiesta a Socar
Il ministro ha comunicato la novità su X, ricordando di avere sollecitato nei primi giorni di settembre Rovshan Najaf, presidente di Socar, a seguire l’indirizzo già adottato da Eni. Tajani ha inoltre sottolineato che IP applicherà il meccanismo sull’intero territorio italiano.
Nel suo messaggio, il vicepremier ha collegato l’iniziativa alla posizione sostenuta da Forza Italia, sostenendo che il partito aveva indicato la strada corretta. La decisione di Socar, dunque, viene presentata come la risposta a una richiesta politica formulata nei giorni scorsi.
Gli altri marchi restano alla finestra
Il quadro del mercato potrebbe però cambiare ancora. Tra le grandi compagnie osservate c’è Esso, che secondo fonti consultate potrebbe valutare l’adesione a un sistema analogo di contenimento dei prezzi.
Per ora, tuttavia, il provvedimento riguarda le reti Eni, Enilive e IP. L’estensione ad altri operatori resta un’ipotesi, mentre l’applicazione del limite sulla rete IP procederà per fasi a partire da domani.
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