4.000Lettori online ora
Politica 3 min di lettura2 giorni fa

Brasile, stop alle scommesse: il calcio rischia 15.500 posti

Il decreto di Lula punta a bloccare betting e casinò digitali dal 6 ottobre, ma club e aziende annunciano battaglia contro una scelta dai costi economici rilevanti.

La stretta annunciata da Lula sul gioco online potrebbe avere conseguenze pesanti ben oltre il mondo delle scommesse: secondo Cnn Brasile, il provvedimento metterebbe a rischio circa 15.500 impieghi, soprattutto nell’informatica. Le imprese del settore valutano inoltre un ricorso alla Corte Suprema Federale, mentre il calcio teme di perdere una delle sue principali fonti di finanziamento.


Il decreto arriva dopo il voto

La decisione del presidente brasiliano entrerà in vigore il 6 ottobre, due giorni dopo le elezioni presidenziali fissate per il 4 ottobre. Da quella data saranno oscurati siti e applicazioni dedicati alle puntate sportive e ai casinò digitali; il divieto riguarderà anche le sponsorizzazioni.

Il testo dovrà comunque passare dal parlamento, che avrà 120 giorni per esaminarlo e trasformarlo in legge. Nel frattempo, il governo prepara una struttura coordinata tra più agenzie pubbliche. Il ministero delle Finanze, guidato da Dario Durigan, prevede controlli sulle operazioni bancarie, chiusura dei conti usati per il gioco e un rafforzamento dell’attività investigativa e della sicurezza pubblica.

L’obiettivo dichiarato da Lula è proteggere le famiglie più esposte all’indebitamento e contrastare la dipendenza dal gioco, soprattutto quella alimentata dalle app utilizzate sugli smartphone. Presentando il provvedimento, il presidente ha sostenuto: «Il gioco online non sta solo impoverendo ampie fasce di popolazione, ma ha danneggiato la salute mentale di milioni di brasiliani».


I club temono il collasso

La reazione del calcio è stata immediata. Corinthians, Palmeiras, São Paulo, Santos, Flamengo, Fluminense, Botafogo, Vasco e Cruzeiro hanno firmato una presa di posizione comune, sostenendo che la chiusura del mercato legale favorirebbe operatori clandestini, privi di obblighi fiscali e di limiti per gli utenti.

Per le società, il venir meno degli accordi commerciali con i bookmaker comprometterebbe l’equilibrio economico dei club e potrebbe spingere alcuni di loro verso l’insolvenza. Nella loro denuncia hanno avvertito che, se il comparto regolamentato venisse cancellato, le puntate non sparirebbero: sarebbe invece il calcio a pagare il prezzo più alto.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il settore muove oltre 30 miliardi di reais ogni mese, pari a circa 5 miliardi di euro, secondo i dati della Confederazione Nazionale del Commercio di Beni, Servizi e Turismo. Rispetto a gennaio 2023 il mercato è cresciuto del 500%; nel 2025 gli scommettitori mensili sono stati mediamente 9,25 milioni, con punte superiori a 10,8 milioni nei periodi di maggiore attività calcistica.


Consenso alto, conti a rischio

Il presidente può però contare su un’opinione pubblica in larga parte favorevole. Una rilevazione AtlasIntel indica che l’86,7% dei brasiliani considera le scommesse dannose, mentre il 63,2% ritiene che producano soltanto perdite. Lula ha respinto l’allarme dei club ricordando che le grandi squadre brasiliane e la nazionale hanno conquistato titoli importanti prima della diffusione delle piattaforme digitali: «La storia secondo cui eliminare le scommesse sportive cancellerà il calcio brasiliano è una sciocchezza».

Restano aperti i nodi occupazionali e fiscali. Tra gennaio e luglio 2026 il giro d’affari del comparto ha raggiunto 8,75 miliardi di R$, più di un miliardo di euro; alcuni analisti temono che il venir meno di queste entrate possa riflettersi anche sulla spesa sociale federale.

Sul piano politico, Flávio Bolsonaro, avversario di Lula alle urne del 4 ottobre, non ha preso una posizione netta sul provvedimento. Il figlio dell’ex presidente, ancora detenuto, ha recuperato terreno nei sondaggi fino a raggiungere il capo dello Stato in una situazione di sostanziale parità, alla vigilia di una sfida elettorale dall’esito incerto.

Per chi ha già accumulato debiti, Lula ha promesso un intervento pubblico destinato alla ristrutturazione delle passività e al sostegno delle famiglie. «Il Brasile sarà un Paese libero dalle scommesse online», ha dichiarato, collegando il divieto a maggiore tutela e a nuove opportunità economiche.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere