6.000Lettori online ora
Politica 2 min di lettura2 ore fa

Bonaccini al Pd: «Prima l’unità, basta chiamarci campo Lavrov

Il presidente dem chiede di ricomporre il centrosinistra e affiancare al sostegno a Kiev una nuova iniziativa diplomatica europea

Stefano Bonaccini rilancia l’idea di un centrosinistra capace di superare le divisioni, soprattutto sulla guerra in Ucraina. Nel suo intervento alla Direzione del Pd, il presidente del partito ha chiesto di non usare più l’espressione “campo Lavrov” per descrivere la coalizione, definendola offensiva, e ha indicato nella diplomazia europea il passaggio ancora mancante per arrivare alla pace.


L’unità non può più aspettare

Bonaccini ha sollecitato le diverse forze dell’area progressista a mettere da parte i contrasti e a costruire un’intesa più ampia in vista dello scontro con le destre. A suo giudizio, la compattezza della coalizione è indispensabile per vincere, ma da sola non basta: occorre anche un progetto politico condiviso e adeguato alle difficoltà che attraversa il Paese.

Nel suo discorso, il presidente del Pd ha ricordato il precedente dell’Unione, capace di vincere le elezioni ma poi costretta a interrompere l’esperienza di governo dopo due anni. Secondo Bonaccini, quella vicenda alimenta ancora oggi una parte della sfiducia di molti italiani e dimostra quanto sia importante sottoscrivere un programma comune prima di affrontare la competizione elettorale.


Kiev e la via diplomatica

Sul conflitto, Bonaccini ha ribadito che il Pd ha sempre votato a favore del sostegno all’Ucraina. Ha inoltre richiamato la posizione già espressa dalla segretaria Elly Schlein, favorevole a mantenere l’appoggio a Kiev fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura.

Il sostegno militare, però, non viene considerato sufficiente. «A fianco del sostegno senza se e senza ma all’Ucraina, dobbiamo rafforzare soprattutto in Europa ciò che è mancato fino a oggi: la capacità diplomatica», ha detto Bonaccini. Il riferimento è alla necessità di affiancare agli aiuti una maggiore iniziativa politica internazionale, invece di affidare la soluzione del conflitto soltanto alla pressione militare.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La proposta alla Commissione europea

Bonaccini ha poi riferito che la delegazione e i socialisti stanno chiedendo alla Commissione guidata da Ursula von der Leyen di individuare una figura incaricata di svolgere un’azione diplomatica nei confronti dei 27 Paesi. La richiesta, ha spiegato, punta a colmare un’assenza che finora ha limitato la capacità dell’Europa di parlare con il resto del mondo.

Il passaggio arriva mentre Pd e Movimento 5 Stelle restano distanti sul tema delle armi a Kiev. Proprio questa differenza ha favorito, soprattutto sui social, l’etichetta “campo Lavrov”, richiamando il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Bonaccini ha chiesto di abbandonare quella definizione e di concentrarsi sulla costruzione di un terreno politico comune.


Un programma prima delle primarie

Per il presidente del Pd, un’intesa programmatica sarebbe utile anche nel caso in cui il centrosinistra decidesse di ricorrere alle primarie. Un confronto senza una base condivisa rischierebbe infatti di trasformarsi in una semplice gara tra figure di leadership, senza una visione comune sul futuro del Paese.

La priorità indicata da Bonaccini è quindi la definizione preventiva degli impegni della coalizione. Solo dopo, secondo la sua impostazione, avrebbe senso misurare le diverse candidature: l’obiettivo è evitare che eventuali competizioni interne producano nuove fratture invece di rafforzare l’alleanza.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere