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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Bocchino non cancella il video su Siher: ricorso contro X

La piattaforma di Elon Musk ha contestato il filmato per presunti discorsi violenti, ma il giornalista rifiuta la rimozione e annuncia un appello.

Italo Bocchino ha scelto di non eliminare il video dedicato a Youssef Siher, dopo che X lo ha segnalato per una presunta violazione delle norme sui discorsi violenti. Il giornalista contesta la decisione e ha annunciato un ricorso, mentre il filmato continua a essere visibile su Instagram.

La registrazione, pubblicata domenica 25 ottobre, aveva superato le 325mila visualizzazioni su X. Nel contenuto Bocchino si rivolgeva direttamente al trentenne fermato nell'inchiesta sul Movimento 17 ottobre, accusato dagli inquirenti di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica e di violenza organizzata durante manifestazioni pubbliche.

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La sfida di Bocchino alla piattaforma

Secondo il giornalista, la contestazione ricevuta da X rappresenta una contraddizione rispetto al ruolo attribuito alla libertà di espressione nella gestione di Elon Musk. «Sono stupefatto, anche X di Elon Musk è finita nella trappola del politicamente corretto», ha dichiarato Bocchino all'Adnkronos.

Bocchino sostiene inoltre che sia più semplice vedere limitato il proprio profilo rispetto a quello del Movimento 17 ottobre, che risulta ancora attivo su Instagram. Per questo ha deciso di non accettare la richiesta di rimozione: a suo giudizio, cancellare il filmato lascerebbe una “macchia” sul profilo senza consentirgli di difendere la propria posizione.

La comunicazione della piattaforma invita infatti a cancellare il contenuto e chiarisce che tale scelta comporterebbe la rinuncia alla possibilità di contestare la violazione. X non avrebbe però indicato quale specifico passaggio del video avrebbe fatto scattare la segnalazione.


Il messaggio rivolto a Siher

Nel filmato Bocchino ricostruisce il percorso personale e formativo di Siher, nato in Italia da genitori marocchini. Ricorda gli studi, comprese due lauree in Scienze della comunicazione e Scienze politiche internazionali, oltre alle esperienze professionali al Fattoquotidiano.it e all'Ispi.

Il giornalista sostiene che il giovane abbia beneficiato delle opportunità offerte dal sistema italiano e respinge l'idea che la sua vicenda possa essere spiegata soltanto attraverso la mancanza di occasioni per le seconde generazioni. Nel suo intervento lo accusa di aver promosso odio contro l'Italia e richiama anche alcune espressioni di sostegno ad Hamas pubblicate sui social.

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«Hai avuto scuole elementari, asilo pagato da tutti noi contribuenti, hai studiato al liceo scientifico grazie a noi italiani», afferma Bocchino nel video, elencando i passaggi della formazione di Siher. Il giornalista collega poi quelle opportunità alle accuse rivolte al trentenne per il ruolo attribuito alla pagina e al Movimento 17 ottobre, nato dopo gli scontri e i saccheggi avvenuti a Milano.


L'accusa contestata da X

La parte finale del messaggio assume toni ancora più duri. Bocchino mette a confronto il trattamento che Siher avrebbe ricevuto in Italia con quello che, secondo la sua ricostruzione, gli sarebbe stato riservato in Marocco dopo l'arresto.

Il filmato si chiude con l'invito rivolto al ricercatore a riconoscere le proprie responsabilità. «Ringrazia l'Italia, pentiti e chiedi scusa per quello che hai fatto», dice Bocchino, rivolgendosi direttamente a lui.

X, nella notifica inviata al giornalista, richiama il divieto di pubblicare materiali offensivi, molestare persone o incoraggiare altri a comportamenti simili. La piattaforma non ha però precisato quale frase o quale segmento della registrazione abbia determinato l'intervento.

La controversia resta quindi aperta su due piani: da una parte il contenuto del messaggio rivolto a Siher, dall'altra il limite entro cui una piattaforma può intervenire su un video ritenuto offensivo. Bocchino ha scelto di affidare la questione al ricorso, mantenendo online il filmato su Instagram.

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