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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Bilancio Ue, Meloni frena: l’Italia non firmerà a ogni costo

La premier avverte che la scadenza di fine anno non basterà: Roma difenderà agricoltura, pesca e coesione nei negoziati europei.

La data indicata per chiudere il negoziato sul prossimo bilancio dell’Unione europea non sarà sufficiente a convincere l’Italia. Giorgia Meloni, intervenendo al Senato in vista del Consiglio europeo, ha chiarito che il governo non accetterà un’intesa considerata sfavorevole pur di rispettare il calendario previsto.

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La scadenza non mette fretta a Roma

La Presidenza irlandese e le istituzioni europee puntano a raggiungere un’intesa entro la fine dell’anno. Meloni ha spiegato che l’Italia non si oppone in linea di principio a questo obiettivo, ma non intende trasformare la scadenza in un vincolo capace di condizionare il risultato finale.

“Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data”, ha detto la presidente del Consiglio nelle sue comunicazioni a Palazzo Madama. La posizione del governo, ha aggiunto, è che l’intesa potrà essere sottoscritta soltanto quando risulterà corretta per gli interessi italiani.

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Agricoltura e coesione restano decisive

Nel suo intervento, la premier ha inoltre escluso riduzioni per alcuni capitoli ritenuti centrali dalla delegazione italiana. Il riferimento riguarda la Politica agricola comune, il settore della Pesca e le risorse destinate alla Coesione.

Meloni ha ribadito “in maniera molto chiara” che l’Italia non accetterà un bilancio europeo capace di ridimensionare queste componenti. In particolare, la Coesione è stata indicata come un elemento essenziale dell’autonomia strategica europea, mentre agricoltura e pesca restano tra gli ambiti che Roma intende tutelare nel confronto sul bilancio.

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