Biella, la mensa diventa un caso politico: nel mirino anche i docenti
La richiesta di indicare gli alunni delle famiglie insolventi scatena proteste, un caso personale e un confronto parlamentare con il ministro Valditara.
A Biella il confronto sui pasti scolastici coinvolge ormai anche gli insegnanti. Zappalà, socio della Bistecchiera insieme a Delmastro, ha attaccato chi non vuole segnalare gli alunni legati a famiglie in arretrato con i pagamenti, mentre un docente sostiene di essere stato escluso dal servizio mensa dopo aver scelto di non indicare i casi.
Il docente escluso dai pasti
La vicenda è stata resa pubblica da un insegnante, che ha denunciato la propria estromissione dall’elenco dei pasti disponibili. “Mi hanno cancellato dalla lista dei pasti”, ha raccontato, collegando la decisione alla mancata segnalazione degli studenti appartenenti a nuclei familiari morosi.
Il caso introduce un ulteriore elemento di tensione: non sono soltanto i bambini delle famiglie che non hanno versato la retta a rischiare di restare senza mensa, ma anche il personale scolastico può essere coinvolto nelle conseguenze della procedura richiesta dal Comune.
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La richiesta del Comune divide la politica
L’amministrazione comunale guidata da Fratelli d’Italia ha chiesto ai docenti di comunicare i nominativi dei figli delle famiglie che non risultano in regola con il pagamento del servizio. La misura ha alimentato il dibattito sul ruolo degli insegnanti e sui limiti della loro partecipazione alla gestione delle morosità.
Alleanza Verdi e Sinistra ha portato la questione all’attenzione del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara attraverso un’interrogazione. Sul fronte locale, Zappalà ha invece preso posizione contro chi rifiuta di fornire le segnalazioni richieste, aggiungendo un livello politico alla controversia nata intorno alla mensa scolastica.
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