Verstappen torna in corsa: Red Bull cresce, ma Austin resta un’incognita
Il campione olandese ha recuperato terreno nel Mondiale grazie agli ultimi risultati, pur senza sbilanciarsi sulla gara negli Stati Uniti
Il dato più significativo riguarda la classifica: Max Verstappen ha trasformato una pausa estiva chiusa al sesto posto in un quarto a sole 17 lunghezze da George Russell. Nelle ultime 11 gare, inoltre, il suo rendimento è stato da titolo, con appena sei punti conquistati in meno rispetto a Kimi Antonelli.
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Un rendimento da candidato al titolo
La striscia recente conferma la rapidità ritrovata dal pilota Red Bull. Verstappen ha centrato il podio in sette degli ultimi otto Gran Premi e, senza l’errore commesso a Zandvoort, avrebbe potuto completare una serie perfetta.
A questo bilancio si aggiungono tre successi e altrettante pole position nelle prove più recenti. Il campione del mondo ha così ricominciato a occupare il vertice con continuità, anche se il prossimo appuntamento potrebbe offrire indicazioni differenti.
Verstappen tiene bassa la fiducia
Dopo il successo numero 73 in Formula 1, l’olandese ha riconosciuto il progresso compiuto dalla monoposto: «La nostra macchina ha fatto un passo avanti davvero importante. Alla fine, è diventata più guidabile e prevedibile. È quello che volevo dalla macchina per trovare quell’ultimo passo necessario a lottare per le prime posizioni».
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Il pilota ha poi invitato alla prudenza in vista di Austin. «È molto difficile dire se sarò in lotta anche ad Austin, non voglio sbilanciarmi su questo. Quando saremo lì, vedremo come andrà e capiremo», ha aggiunto, pur sottolineando l’entusiasmo presente all’interno della squadra dopo le gare più recenti.
La Red Bull ha trovato la direzione
Il risultato di Singapore ha avuto un peso particolare nel percorso di crescita della squadra. Verstappen ha vinto su un tracciato che finora rappresentava un ostacolo, mentre gli aggiornamenti introdotti nelle settimane precedenti hanno reso la vettura più semplice da interpretare e più costante nel comportamento.
Questi progressi alimentano l’ipotesi di una Red Bull competitiva nei prossimi Gran Premi e, soprattutto, nel 2027. La prestazione di Singapore rafforza quindi le ambizioni del team, ma Austin dovrà confermare se il salto in avanti sarà valido anche su un circuito dalle caratteristiche diverse.
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