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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Verstappen, 15 sorpassi in 10 minuti: la rimonta che infiamma Portimão

Partito dal ventiquattresimo posto, Max ha trasformato una penalità in uno spettacolo, difendendo anche il compagno Lulham dagli attacchi personali online.

A Portimão Max Verstappen non aveva bisogno di vincere per lasciare il segno. Dopo una penalità che aveva costretto la Mercedes numero 3 a ripartire dal ventiquattresimo posto, l’olandese ha messo in scena una rimonta spettacolare: quindici sorpassi, sei vetture superate in appena dieci minuti e tre avversari infilati con una sola manovra. Il risultato finale non ha potuto cancellare il ritardo accumulato, ma il pubblico ha comunque celebrato una delle sequenze più divertenti del fine settimana.

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Verstappen trasforma il caos in spettacolo

La Mercedes condivisa da Verstappen, Chris Lulham e Barnicoat era stata penalizzata dopo l’episodio avvenuto poco dopo l’ingresso della vettura di sicurezza. Lulham aveva fatto girare la Mercedes della squadra Winward, una delle formazioni abitualmente protagoniste nella corsa ai titoli, e la direzione gara aveva imposto alla vettura numero 3 un passaggio obbligatorio dalla corsia dei box.

Una volta rientrato in pista, Verstappen ha sfruttato ogni occasione. Il tempo rimasto non era sufficiente per riportare la Mercedes nelle posizioni di vertice, ma la sua progressione ha ricordato perché il quattro volte campione del mondo di Formula 1 riesca a rendere speciale anche una gara compromessa. In pochi minuti ha acceso il circuito portoghese e mandato il pubblico in visibilio.


Lulham sotto attacco, Max lo difende

Il contatto costato caro alla squadra non si è fermato al verdetto della pista. Lulham è stato bersagliato da insulti e molestie sui social, tanto da spingere Verstappen a intervenire pubblicamente. «Ognuno è libero di avere la propria opinione su quanto accaduto in pista, ma questi attacchi personali sono inaccettabili», ha detto Max, sottolineando che il compagno aveva disputato una frazione di gara molto positiva e che gli errori possono capitare.

Il pilota olandese ha poi allargato il messaggio a tutto l’ambiente delle corse, definendo inaccettabili gli abusi personali nello sport e non soltanto in questo episodio. Nonostante gli imprevisti, ha descritto il fine settimana come emozionante e utile per la squadra, spiegando che gareggiare con la vettura GT3 a Portimão gli ha permesso di accumulare esperienza anche attraverso i momenti difficili.

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Rossi, un ritiro senza drammi

La gara ha avuto un esito molto più amaro per Valentino Rossi. La BMW di Max Hesse è finita fuori pista e ha coinvolto nella stessa escursione sulla ghiaia anche il programma del pilota italiano. Partito dalle ultime posizioni, Rossi era già transitato dai box al termine del primo giro prima di arrendersi definitivamente.

Il ritiro si è consumato senza polemiche né scenari sopra le righe. Nel mondo del GT World Challenge Europe può accadere che una vettura renda vano l’intero fine settimana, e Rossi conosce ormai bene questa componente imprevedibile delle gare automobilistiche. Il giorno successivo si riparte, senza trasformare ogni inconveniente in un caso.


Il campione che corre per passione

La reazione di Verstappen ha colpito anche per il tono. Le sue parole sembravano quelle di un pilota alle prime esperienze nel mondo delle vetture GT, entusiasta di ogni dettaglio e pronto a valorizzare l’apprendimento più del risultato. A pronunciarle, però, è stato un campione che in Formula 1 ha già percorso 68.500 km in gara.

Il bilancio nella massima categoria parla di 73 vittorie, 136 podi e 50 pole position. Numeri che rendono ancora più curioso vederlo divertirsi in una nuova dimensione agonistica, tra sorpassi, penalità e imprevisti. A Portimão Verstappen ha dimostrato ancora una volta che la passione per le corse può convivere con una carriera già entrata nella storia.

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