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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Una bistecca a Firenze e 600 km al giorno: il retroscena Ferrari

Rubens Barrichello racconta i sacrifici e l’aneddoto con Ross Brawn che accompagnarono lo sviluppo della Ferrari F1-2000 nel 2000

Una cena diventò il premio inatteso dopo una settimana di prove solitarie al Mugello. Rubens Barrichello ha ricordato così uno degli episodi vissuti durante il 2000, stagione in cui il suo lavoro contribuì allo sviluppo della Ferrari F1-2000 e alla conquista del primo titolo mondiale di Michael Schumacher con la scuderia italiana.

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Ross Brawn aveva una sorpresa

Dopo il Gran Premio di Imola, Barrichello pensava di poter finalmente rientrare a casa per riabbracciare il figlio, che allora aveva appena un anno. Ross Brawn, però, lo contattò per chiedergli di presentarsi al Mugello dal martedì successivo: il programma prevedeva altri collaudi e il brasiliano rimase in pista da solo fino a giovedì.

Quando era ormai pronto a fare le valigie, Brawn gli comunicò che sarebbe dovuto restare ancora un giorno. La notizia positiva, però, era una cena offerta in un ristorante di Firenze. Barrichello ha ricordato la scena con le parole: “La brutta è che rimani anche domani per un’altra giornata di test, la buona è che ti offro la miglior bistecca fiorentina del mondo”. Anche il vino fu pagato da Brawn, particolare che il pilota ha sottolineato nel suo racconto.


Un ricordo rimasto vivo

A distanza di tempo, Barrichello è tornato nello stesso locale e ha inviato a Brawn una fotografia della visita. Il messaggio accompagnava l’immagine con un ringraziamento e con un saluto affettuoso: “Grazie ancora Ross, mi manchi”. L’episodio è emerso durante una conversazione con il pilota a Monza, nel racconto dei mesi che precedettero la stagione più importante della Ferrari di inizio millennio.

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Dietro quella cena, tuttavia, c’era un impegno fisico e mentale enorme. In alcune giornate al Mugello il brasiliano percorreva più di 600 chilometri con la vettura, distanza paragonabile a quella di due Gran Premi, mentre l’intero programma di prove era affidato a un solo pilota.


Il peso dei collaudi Ferrari

La lunga permanenza in pista serviva a raccogliere dati e a perfezionare la F1-2000, mentre Schumacher e Barrichello preparavano una stagione destinata a interrompere il digiuno iridato della Ferrari. Per il brasiliano, però, la fatica non era soltanto muscolare: dopo ore di guida, anche la concentrazione diventava una sfida costante.

Barrichello ha spiegato che, verso la fine delle giornate, iniziava a temere soprattutto un guasto nel tratto dell’Arrabbiata-2. La stanchezza mentale, ha aggiunto, era notevole: il lavoro meno visibile svolto nei test si rivelò comunque una parte essenziale della preparazione della squadra.

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