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Motori 1 min di lettura1 ora fa

Un terzo delle imprese auto rinuncia alla ricerca

La ricerca Youtrend per Geely segnala nuove assunzioni nel digitale, nella sostenibilità e nell’intelligenza artificiale nel settore

Nel comparto italiano dell’auto, oltre un’azienda ogni tre non destina risorse alla ricerca e sviluppo. Il dato emerge dall’indagine “Competenze e professioni nel settore automotive”, realizzata da Youtrend con Geely Italia e presentata all’Università Lum di Bari durante la tappa pugliese di Geely Auto Talks.

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Le figure professionali richieste

Software, sostenibilità e trasformazione digitale sono le aree nelle quali le imprese prevedono di inserire più personale. Il 50% indica gli sviluppatori di applicazioni, il 47% gli specialisti di sostenibilità ambientale e gestione dell’energia, mentre il 45% punta su esperti capaci di digitalizzare i processi produttivi.

L’intelligenza artificiale è indicata dal 39% delle aziende tra gli ambiti in cui serviranno nuove competenze. Nel comparto della componentistica, specialisti e sistemisti rappresentano complessivamente quasi due terzi degli addetti.


Aziende piccole e investimenti ridotti

La struttura del settore resta caratterizzata dalla presenza di molte realtà di dimensioni contenute. Il 19% delle imprese ha meno di 10 dipendenti, il 32% occupa tra 10 e 49 persone e un altro 32% si colloca nella fascia compresa tra 50 e 250 addetti.

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Soltanto il 7% delle aziende conta tra 250 e 500 lavoratori, mentre quelle con più di 500 dipendenti sono il 4%. Sul fronte degli investimenti, appena un’impresa su venti destina alla ricerca oltre il 15% del proprio fatturato.


Formazione e lavoro in Puglia

Nel 2024 le imprese della componentistica attive in Italia erano 2.134, con 168.085 addetti del settore automobilistico. Il diploma più richiesto è quello da meccanico, seguito dai percorsi in meccanica, meccatronica ed energia; tra le lauree prevale ingegneria industriale, davanti a economia.

Il quadro pugliese conferma queste tendenze. Tra gli ingegneri industriali e dell’informazione, il 96% lavora a cinque anni dalla laurea. Nello stesso intervallo, però, quasi un laureato su tre formato in Puglia trova occupazione nel Centro-Nord.

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