Turchia, Volkswagen valuta una fabbrica per modelli cinesi
La collaborazione con Doğuş Otomotiv è ancora allo studio: investimenti, sito, capacità produttiva e tempi non sono stati definiti.
Volkswagen ha riaperto il dossier per una possibile fabbrica in Turchia, sei anni dopo l’abbandono del progetto previsto a Smirne. La casa tedesca ha avviato una verifica con Doğuş Otomotiv, suo distributore nel Paese da oltre trent’anni.
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Un accordo ancora preliminare
Il rapporto tra le due aziende è stato formalizzato attraverso una lettera d’intenti. L’obiettivo è capire se esistano le condizioni industriali per avviare la produzione di automobili sul territorio turco, ma al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva.
Lo studio non ha ancora individuato il possibile sito dell’impianto. Mancano inoltre indicazioni sull’ammontare degli investimenti, sui quantitativi annuali e sulle date di apertura del cantiere e dell’eventuale produzione.
Modelli progettati per la Cina
L’ipotesi esaminata da Volkswagen prevede che la Turchia possa diventare una base produttiva per vetture nate inizialmente sul mercato cinese e poi commercializzate a livello internazionale. Il progetto riguarderebbe l’arrivo di componenti parzialmente assemblati da stabilimenti situati fuori dall’Europa.
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La fabbrica potrebbe utilizzare il sistema CKD, cioè kit composti da parti già pronte che vengono spedite per essere assemblate nello stabilimento di destinazione. I materiali arriverebbero dalla società comune FAW-Volkswagen attiva in Asia.
Le vetture considerate
Tra i modelli indicati nelle valutazioni figura la Magotan, versione cinese della Passat. Il gruppo starebbe inoltre prendendo in considerazione alcune vetture Jetta, compreso il SUV VS8.
Nell’elenco delle possibilità compaiono anche automobili Audi. La scelta finale dipenderà dall’esito dello studio industriale e commerciale, che dovrà stabilire quali veicoli siano adatti alla produzione turca e alla successiva distribuzione sui mercati globali.
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