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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Toyota, 50 milioni per le batterie: la svolta americana passa dal Michigan

Il nuovo polo di Saline Township seguirà ogni fase della tecnologia, dalla scelta dei materiali al riciclo, sostenendo anche la crescita della gamma elettrica

La strategia di Toyota negli Stati Uniti accelera sul fronte delle batterie: il gruppo giapponese ha aperto in Michigan un centro destinato a sostenere la progettazione, i test e l’evoluzione delle tecnologie per la mobilità a basse emissioni. Il sito dovrà collegare ricerca e produzione, con l’obiettivo di rendere gli accumulatori più adatti alle condizioni di utilizzo degli automobilisti americani.

L’impianto è stato inaugurato il 1° ottobre a Saline Township, nell’area a sud di Ann Arbor. Per realizzarlo Toyota ha messo in conto circa 50 milioni di dollari; la struttura misura circa 30mila piedi quadrati e sarà il principale punto di riferimento nordamericano del costruttore per lo sviluppo e la valutazione delle batterie.


Una rete americana più integrata

Il centro lavorerà a fianco della rete industriale di Toyota nel continente. Tra i progetti collegati figura anche la fabbrica di batterie in North Carolina, che richiede un investimento pari a 13,9 miliardi di dollari.

Gli specialisti seguiranno l’intero percorso degli accumulatori: dalla selezione e dalla fornitura delle materie prime fino all’impiego sui veicoli e alle operazioni di recupero. La vicinanza tra attività di ricerca e siti produttivi dovrebbe permettere di intervenire con maggiore rapidità quando emergono problemi nell’utilizzo reale delle batterie.

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Dalle auto elettriche all’idrogeno

Toyota punta inoltre a sviluppare batterie più resistenti nel tempo e più efficienti in rapporto alle esigenze del mercato statunitense. Per ampliare le competenze scientifiche, il nuovo polo collaborerà con il centro per i veicoli elettrici dell’Università del Michigan, che potrà utilizzare le sue strutture per le prove e le valutazioni.

La struttura non si occuperà soltanto di automobili completamente elettriche. I programmi comprenderanno anche sistemi ibridi, ibridi ricaricabili e soluzioni alimentate a idrogeno, in linea con l’approccio articolato scelto dal gruppo per ridurre le emissioni.

Toyota, che negli Stati Uniti aveva anticipato il mercato con la Prius ibrida nel 2000, è rimasta finora più cauta rispetto ad altri grandi produttori nello sviluppo dei modelli esclusivamente elettrici. La casa prevede però di aumentare da due, nel 2025, a sei le vetture elettriche a batteria disponibili entro la fine del 2026. Tra le novità attese c’è anche la Highlander EV a tre file di sedili.

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