Tesla Roadster, il plauso inatteso di Ferrari: la sfida è osare
Benedetto Vigna premia la supercar elettrica di Tesla e vede nell’audacia progettuale una leva decisiva per il futuro dell’auto di lusso.
Benedetto Vigna ha assegnato alla Tesla Roadster un giudizio massimo, riconoscendo alla vettura di Elon Musk il merito di aver riportato il coraggio al centro dell’innovazione automobilistica. Un apprezzamento significativo, perché arriva dall’amministratore delegato di Ferrari, marchio che sta affrontando a sua volta la delicata svolta verso l’elettrico.
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Vigna premia il rischio tecnologico
Intervenuto a un convegno automobilistico organizzato da Quattroruote, Vigna ha dato 10/10 alla tecnologia della Roadster e altrettanto alla sua presentazione. Secondo il dirigente, il progetto dimostra che anche un comparto maturo può ancora sorprendere, a patto di accettare soluzioni non convenzionali.
«Dobbiamo continuare a sognare. Da europeo, grazie per averci mostrato che, anche in un mondo vecchio, si può ancora innovare e osare», ha dichiarato parlando del debutto Tesla. Il suo messaggio non riguarda soltanto la vettura statunitense: invita anche i costruttori storici a non rifugiarsi nella tradizione quando il mercato cambia.
Una supercar tra auto e spazio
La Roadster è stata mostrata al pubblico il 15 ottobre 2026 durante un grande evento a Waco, in Texas. Nel corso della presentazione la vettura è stata protagonista di acrobazie e manovre aeree, mentre Tesla ha confermato l’impiego di propulsori derivati dalla tecnologia di SpaceX, con produzione prevista nel 2028.
Restano tuttavia diversi interrogativi. Le consegne sono ancora lontane, dopo precedenti rinvii e partenze mai concretizzate, mentre un’automobile capace di sollevarsi da terra dovrà superare complessi ostacoli di certificazione. Anche la reazione della Borsa è stata incerta: dopo una crescita iniziale, gli analisti hanno richiamato l’attenzione sui tempi effettivi del progetto.
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Ferrari cerca una nuova identità
Il commento di Vigna si inserisce nella fase di trasformazione di Ferrari. A maggio, la casa di Maranello aveva presentato Luce, la sua prima vettura elettrica, provocando inizialmente una discesa del titolo a Milano, poi recuperata. Per il progetto il costruttore ha coinvolto Jony Ive, già responsabile del design di Apple, e il gruppo LoveFrom.
La stessa Ferrari ha inoltre cambiato il responsabile del marketing a pochi giorni dalla presentazione. Vigna ha spiegato che il confronto con competenze esterne è stato fondamentale anche nel percorso della casa italiana: «Se avessimo lavorato da soli, non avremmo fatto quello che abbiamo fatto». Il dirigente ha così collegato la ricerca di stimoli esterni alla necessità di affrontare decisioni più rischiose.
La partita si gioca oltre i cavalli
Il parallelismo tra Tesla Roadster e Ferrari Luce non riguarda soltanto l’alimentazione elettrica. Da una parte c’è l’integrazione con il settore aerospaziale; dall’altra, il ricorso a una figura di primo piano della progettazione tecnologica. In entrambi i casi, l’obiettivo è superare i confini abituali dell’industria automobilistica.
Per i marchi di lusso, la competizione non dipende più esclusivamente dalla potenza, dalla velocità o dall’autonomia. Contano anche la capacità di creare un’identità riconoscibile e di attirare nuovi collezionisti e appassionati. Tempi industriali, omologazioni e andamento finanziario restano incerti, ma la direzione indicata da Vigna è chiara: per mantenere una posizione di vertice, anche i costruttori più prestigiosi devono continuare a rischiare.
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