80 CV e fibra di carbonio: la sfida della Bimota KB399
La nuova sportiva da 399 cc arriverà in Europa a dicembre con una piattaforma digitale sviluppata insieme a Kawasaki per controllare moto, dati e regolazioni.
La storia di Bimota nelle cilindrate intermedie affonda le radici nel titolo mondiale conquistato nella classe 350 nel 1980. Pierluigi Marconi, direttore operativo dell’azienda, considera la KB399 una prosecuzione di quella tradizione e anche un modo per avvicinare motociclisti più giovani al marchio italiano.
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La tecnologia entra nel box
Il rapporto tra pilota e moto sarà al centro della nuova bimota App, sviluppata con il supporto tecnico di Kawasaki. Il servizio gratuito debutterà inizialmente sui dispositivi Android e arriverà in seguito anche su iOS.
Attraverso lo smartphone sarà possibile intervenire su alcune impostazioni della ciclistica e dell’elettronica, consultare i dati di bordo anche quando la motocicletta è ferma e ripercorrere la telemetria delle uscite effettuate. Una sezione dedicata consentirà inoltre di mettere a confronto i risultati ottenuti con quelli degli altri membri della comunità.
Quattro cilindri e anima racing
Il cuore della KB399 è un motore a quattro cilindri in linea da 399 cc, accreditato di 80 CV (58,7 kW). L’erogazione si accompagna a regimi di rotazione molto elevati e al suono metallico del silenziatore Akrapovič, realizzato appositamente per questo modello.
Le forme della carenatura riprendono l’impostazione aggressiva della KB998 Rimini, ma la nuova arrivata diventa la sportiva stradale con la cilindrata più contenuta mai realizzata da Bimota. La dotazione comprende anche un assistente al cambio bidirezionale, tre livelli per il controllo della trazione e diverse mappe del motore.
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Due versioni, una più esclusiva
La gamma sarà composta dalla configurazione standard e dalla KB399 ES, cioè l’Edizione Speciale. Quest’ultima utilizza sovrastrutture in fibra di carbonio a secco e aggiunge componenti lavorati dal pieno, tra cui semimanubri dedicati, pedane regolabili in più posizioni e leve specifiche per freno e cambio.
La base ciclistica comune prevede una forcella Showa SFF-BP da 41 mm e pinze radiali Brembo Stylema. Sul modello normale lavora un monoammortizzatore Showa BFRC lite, mentre la ES adotta al suo posto un Öhlins STX46 con una taratura più ricercata.
Le prime consegne ai clienti europei sono attese nel mese di dicembre. L’arrivo della moto e il debutto dell’applicazione procederanno quindi nello stesso periodo, portando nella famiglia Bimota una proposta compatta ma costruita con soluzioni tecniche e materiali di impronta specialistica.
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