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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Suzuki Italia, mezzo secolo tra moto, auto e nuove sfide

A Genova il marchio celebra 50 anni di attività e guarda alla mobilità elettrica, alle motociclette e alle tecnologie per la nautica

Per Suzuki Italia il traguardo dei 50 anni non rappresenta un punto d’arrivo, ma l’occasione per rilanciare il percorso verso il futuro. La filiale italiana indica nell’ascolto degli automobilisti, dei motociclisti e degli utenti della nautica la base per sviluppare nuovi prodotti e soluzioni.


L’innovazione passa da ogni settore

La strategia riguarda tutti gli ambiti in cui opera Suzuki. Nel comparto automobilistico, il modello più recente da segnalare è eVitara, prima vettura completamente elettrica della Casa.

Sul fronte delle due ruote, invece, l’attenzione è rivolta a GSX-8T e GSX-8TT. La prima riprende alcuni tratti della Titan 500 e punta su un’impronta dal gusto classico, mentre la seconda richiama le moto sportive da gara su strada del passato.

Nel settore nautico, il Salone di Genova ospita l’intera proposta di motori fuoribordo, insieme al tender Suzukino e alle soluzioni Raymarine. Tra le tecnologie presentate figurano la timoneria integrata, il comando elettronico senza collegamento meccanico diretto e il joystick per facilitare la gestione dell’imbarcazione.

“Guardando al futuro, Suzuki continuerà a sviluppare tecnologie e prodotti partendo dalla propria mission: mettere il cliente al centro di ogni progetto, ascoltandone le esigenze e trasformandole in soluzioni concrete”, si legge nella nota della filiale.


Una celebrazione con vista sul futuro

La ricorrenza è stata celebrata nella sessantaseiesima edizione del Salone Nautico di Genova, scelto come scenario per ripercorrere l’evoluzione dell’azienda in Italia. All’evento ha partecipato anche Carlo Conti, la cui presenza televisiva legata a Sanremo ha contribuito a rafforzare la riconoscibilità del marchio.

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Secondo Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia, proprio la sponsorizzazione del festival ha avuto un ruolo importante nella diffusione del simbolo della “S”. In precedenza, racconta, quella sigla poteva essere scambiata con quella di altre aziende; oggi, invece, il marchio viene identificato con maggiore immediatezza.


Dalle moto alle automobili

L’attività ufficiale di Suzuki Italia prese forma nel 1976, dopo una prima esperienza avviata nel 1970 da Saiad, società che aveva importato nel Paese la motocicletta Titan ottenendo risultati positivi. Nei primi anni la filiale si concentrò sulla vendita di motocicli e motori marini.

“All’inizio l’obiettivo era vendere qualche moto”, ha ricordato Nalli durante l’incontro. In quella fase le automobili non rientravano ancora nei piani italiani: le vetture giapponesi erano soggette a un limite alle importazioni e soltanto alcuni esemplari venivano commercializzati in Svizzera.


Il successo dei fuoristrada

La situazione cambiò negli anni ’80, quando l’imprenditore Romano Artioli iniziò a proporre in Italia i piccoli fuoristrada Suzuki da 1.000 e 1.300 di cilindrata. Quei modelli conquistarono una clientela attenta alla novità e arrivarono a essere considerati un’alternativa più ricercata alle VW Golf GT.

L’ingresso ufficiale delle automobili nella gamma italiana arrivò nel 1995, raccogliendo l’esperienza maturata da Autoexpò. Da allora la presenza del marchio si è ampliata, seguendo l’evoluzione del mercato e affiancando alle auto le attività motociclistiche e nautiche.

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