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Motori 2 min di lettura5 ore fa

Strade, il trucco dei triangoli: rallentano davvero

I “denti di drago” modificano soltanto la percezione della carreggiata e sono stati ufficializzati in Spagna, ma le ricerche sulla loro efficacia non danno risultati univoci.

Una fila di triangoli dipinti sull’asfalto può spingere chi guida a sollevare il piede dall’acceleratore senza introdurre dossi, restringimenti reali o dispositivi elettronici. È questa l’idea alla base dei cosiddetti “denti di drago”, già utilizzati in Spagna e comparsi anche su alcune strade provinciali italiane.

Il principio è semplice: la carreggiata resta della stessa ampiezza, ma la disposizione della segnaletica crea l’impressione che lo spazio disponibile diminuisca. Il conducente dovrebbe così moderare spontaneamente la velocità, anche se l’effettiva efficacia del sistema resta al centro del dibattito scientifico.


Un effetto ottico sull’asfalto

Ogni elemento ha forma di triangolo isoscele, con una base di 75 centimetri. I simboli vengono collocati sui due margini della corsia, a intervalli di 1,5 metri, mentre la loro altezza aumenta progressivamente da circa 60 a 90 centimetri lungo il tratto interessato.

La variazione delle dimensioni rafforza l’illusione di un restringimento della strada. A differenza di un dosso, però, il dispositivo non modifica fisicamente il piano viabile e non sottopone sospensioni, pneumatici e motocicli a sollecitazioni aggiuntive.


La Spagna li ha resi ufficiali

Nel Paese iberico questa soluzione viene impiegata soprattutto nei punti ritenuti più delicati, come gli accessi ai centri abitati. La Dirección General de Tráfico la considera uno strumento agevole per la moderazione del traffico, da affiancare ad attraversamenti rialzati, bande sonore, dossi e controlli della velocità.

Il riconoscimento normativo è arrivato con il Real Decreto 465/2025, che ha inserito la segnaletica nel catalogo ufficiale con la sigla M-8.1. La disposizione indica che i triangoli segnalano l’avvicinamento a un incrocio o a una zona urbana dove occorre diminuire sensibilmente la velocità e prestare particolare attenzione, soprattutto in presenza di utenti vulnerabili.

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In Italia il quadro resta aperto

Anche in Italia sono già stati tracciati segnali analoghi, ma la configurazione non è ancora prevista dal Codice della strada, attualmente oggetto di discussione. Alcune valutazioni hanno associato l’impiego dei triangoli a una possibile diminuzione della sinistrosità del 25%, dato che non consente tuttavia di stabilire un rapporto diretto tra la segnaletica e il calo degli incidenti.

Le ricerche disponibili, infatti, non conducono tutte alla stessa conclusione. Un lavoro pubblicato nel 2025 su Transportation Research Record ha registrato, in alcune aree messicane di passaggio tra strade extraurbane e abitati, cali della velocità fino a 12 km/h rispetto a tratti senza quella marcatura o dotati di soluzioni differenti.


Risultati diversi negli studi

Un’indagine apparsa nel 2026 sul Journal of Safety Research ha invece restituito un esito meno favorevole. Durante una prova al simulatore svolta in Spagna, i “denti di drago” non hanno determinato una diminuzione statisticamente significativa della velocità e sono risultati il dispositivo meno performante tra quelli messi a confronto.

Per ora, quindi, non ci sono elementi sufficienti per considerarli un’alternativa universale ai rallentatori tradizionali. Il loro impiego può comunque essere valutato come misura complementare in determinati punti, soprattutto perché lascia invariata la geometria della strada e non impone un impatto fisico ai veicoli.

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