Stellantis, energia e Maserati: le due sfide decisive per l’Italia
Antonio Filosa indica le priorità del gruppo tra costi industriali, rilancio degli impianti italiani, alleanze asiatiche e nuova mobilità elettrica.
Il futuro degli stabilimenti italiani dipenderà anche dal prezzo dell’energia e dalle scelte sul rilancio di Maserati. Dal Salone dell’Auto di Parigi 2026, l’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa ha delineato le priorità del gruppo: rafforzare la produzione europea, accelerare sui nuovi modelli e rendere più competitiva l’industria del continente.
L’energia pesa sulla produzione italiana
Secondo Filosa, nell’ultimo anno la produzione nazionale di Stellantis è cresciuta del 30%, mentre a Mirafiori quella legata alla 500 è arrivata a raddoppiare. Il dirigente ha però indicato nei costi energetici uno dei principali ostacoli alla competitività degli impianti italiani.
“L’energia la paghiamo il doppio rispetto alla Spagna. Il governo deve aiutarci ad essere più competitivi”, ha affermato a margine dell’appuntamento parigino. Per Mirafiori resta aperta la possibilità di assegnare un secondo modello, ma Filosa ha ribadito che prima servono condizioni industriali adeguate e un sostegno concreto da parte delle istituzioni.
Maserati non può più fallire
A Melfi è stata confermata l’arrivo di una nuova Alfa Romeo, che affiancherà Jeep Compass, DS e la futura Lancia Gamma. Il riavvio dello stabilimento, dopo una fase di forte riduzione dei volumi, dovrà tuttavia procedere gradualmente per recuperare pienamente i ritmi produttivi.
Per Cassino e Modena, invece, il passaggio decisivo sarà il piano dedicato a Maserati, atteso a dicembre. Sul marchio del Tridente Filosa ha usato parole nette: “Non possiamo più sbagliare, non abbiamo altre opportunità”. L’obiettivo, ha spiegato, non è rinviare le decisioni, ma prendersi il tempo indispensabile per impostare correttamente il rilancio.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Europa, alleanze e auto elettrica
Filosa ha chiesto ai costruttori europei di coordinarsi per recuperare competitività e difendere la filiera continentale. Tra le priorità indicate figurano una maggiore flessibilità sulle emissioni di automobili e veicoli commerciali, incentivi per chi investe in ricerca, progettazione, stabilimenti e fornitori europei, oltre a regole più pragmatiche sulle importazioni delle vetture ibride cinesi.
In questo quadro si inserisce l’accordo con Leapmotor, che prevede la produzione in Europa, a Saragozza, e una rete adeguata alla vendita nel continente. La società cinese mette a disposizione tecnologie, rapidità nello sviluppo e competenze nel settore elettrico; Stellantis contribuisce con le proprie capacità progettuali e commerciali. Con Tata, invece, il gruppo punta al mercato asiatico, dove la crescita indicata è del 20% al mese, attraverso lo sviluppo di una Jeep destinata alla classe media emergente.
La piccola elettrica guarda lontano
Tra i progetti più attesi c’è la vettura elettrica ispirata alla Citroën 2CV. Filosa ha spiegato che il modello potrebbe essere prodotto in più impianti e che non sarà una semplice automobile compatta: avrà tutte le omologazioni necessarie e un prezzo di partenza fissato a 15 mila euro.
Il dirigente prevede inoltre che eventuali futuri incentivi europei possano ridurne ulteriormente il costo. Per sostenere il valore di Stellantis, infine, la strategia indicata passa dal lancio di prodotti innovativi nei mercati più ricettivi, dalla riduzione del prezzo delle auto e dal miglioramento della qualità percepita.
Continua a leggere
Multe a Milano, la carta può tornare sul parabrezza: la svolta in Comune
Un ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale rilancia l’avviso fisico accanto alla comunicazione digitale e chiede nuove misure per la Polizia locale.
Epiq Sportline, 440 km e 7,1 secondi: la svolta sportiva di Škoda
La nuova versione del Suv elettrico boemo combina due batterie, maggiore potenza e dettagli esclusivi, con arrivo nelle concessionarie italiane previsto nel 2027.
Automotive, l’area di crisi può allargarsi: cosa chiedono Abruzzo e Molise
La proposta congiunta punta a sostenere infrastrutture, energia, innovazione, formazione e nuovi investimenti nel comparto automobilistico
A1 verso Firenze, 8 km di fila: le uscite consigliate
Un incidente fra Arezzo e Valdarno coinvolge tre camion e lascia libera una sola corsia: ecco i tempi stimati e le deviazioni disponibili.