Sepang riaccende la sfida: pioggia e gomme possono cambiare tutto
Il ritorno del circuito malese mette alla prova strategie, aggiornamenti e resistenza degli pneumatici, con Mercedes pronta a reagire e Ferrari in cerca di riscatto.
Il cielo potrebbe diventare il primo elemento capace di rimescolare i valori in campo. I temporali pomeridiani sono frequenti in Malesia e il loro arrivo durante le prove libere rischierebbe di ridurre il tempo utile per raccogliere dati su un tracciato assente dal calendario da quasi dieci anni.
La pioggia, inoltre, potrebbe offrire alle monoposto di Formula 1 2026 la prima occasione di misurarsi con l’asfalto bagnato. In quel caso sarebbero previste una diminuzione della potenza elettrica e un impiego limitato dell’aerodinamica attiva, aggiungendo un’ulteriore variabile a un fine settimana già complesso.
La Ferrari punta sulla durata
Per la Ferrari, il principale margine di speranza passa dalla gestione della gara. La SF-26 non dovrebbe ancora ricevere gli sviluppi attesi per la tripletta americana, ma sul lungo percorso potrebbe sfruttare una maggiore precisione dell’avantreno e un ritmo più costante rispetto a quello espresso sul giro singolo.
Il manto di Sepang, però, sarà particolarmente severo con gli pneumatici. Gran parte dell’asfalto risale all’ultima edizione del 2017 e il tempo ne ha aumentato la rugosità; anche il segmento rifatto nel 2023, tra le curve 6 e 12, mantiene un’abrasività paragonabile a quella del Bahrain, la più elevata del campionato. Con Pirelli orientata sulle mescole C2, C3 e C4, il degrado termico potrebbe raggiungere il livello più alto degli ultimi due mesi.
Questa caratteristica sposta il lavoro delle squadre verso il ritmo sulla distanza, invece di concentrare ogni sforzo sulla prestazione in qualifica. La Ferrari dovrà fare i conti con i limiti della propria unità motrice, ma potrà cercare di compensarli con il comportamento aerodinamico e con una migliore conservazione delle gomme. Il momento delicato della squadra, insieme alle discussioni sul futuro di Fred Vasseur, rende inoltre importante ogni risultato: il Cavallino vuole allontanare l’immagine di quarta forza e interrompere una serie di cinque gare senza podi.
Mercedes prepara la svolta
La Mercedes arriverà in Malesia con un pacchetto evolutivo atteso da mesi. Le nuove componenti sono state sviluppate in galleria del vento per un periodo prolungato, mentre l’ultimo intervento significativo risaliva al Gran Premio del Canada. L’obiettivo dichiarato dai riscontri della squadra è tornare ai livelli mostrati nella prima parte dell’anno.
A Baku la formazione di Brackley aveva prevalso nettamente sul piano della competitività, pur cedendo a Max Verstappen un margine minimo all’arrivo. Il circuito azero, tuttavia, esaltava in modo particolare la potenza dell’unità motrice, la trazione, l’efficienza aerodinamica e l’utilizzo dell’energia della W17. Sepang dirà quindi quanto del vantaggio fosse legato al tracciato e quanto, invece, possa essere confermato dagli aggiornamenti.
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George Russell si è distinto a Baku, dove molte frenate avvenivano con il volante quasi dritto. In Malesia la situazione sarà diversa: le staccate combinate e i numerosi cambi di direzione potrebbero favorire Kimi Antonelli, che ha mostrato maggiore efficacia proprio in questo tipo di comportamento, particolarmente rilevante con le vetture e le gomme attuali.
McLaren e Red Bull osservano
Il nuovo materiale Mercedes nasce anche come risposta al lavoro della McLaren, che a Baku ha vissuto un fine settimana difficile. La pista azera aveva messo in risalto i limiti della MCL40, ma le verifiche aerodinamiche hanno confermato che gli sviluppi introdotti dalla squadra funzionano correttamente, anche se in Azerbaijan non era stato possibile apprezzarne pienamente gli effetti.
A contendere spazio ai due gruppi legati alla motorizzazione Mercedes ci sarà la Red Bull. La squadra arriva da tre podi consecutivi e ha tratto beneficio da circuiti favorevoli come Monza e Baku, ma i segnali più recenti indicano una crescita meno dipendente dalle caratteristiche del tracciato, sostenuta sia dal lavoro di sviluppo sia dalle scelte di configurazione.
Un banco di prova completo
Il ritorno di Sepang propone un esame molto diverso da quello affrontato in Azerbaijan. Il circuito malese alterna tornanti di media e bassa velocità, tra cui le curve 1, 2, 9 e 15, a pieghe rapide e impegnative. Trovare un assetto efficace in ogni settore sarà quindi più difficile: non basteranno una buona trazione in uscita o un bilanciamento semplice da ottenere sulle curve a novanta gradi.
Qui diventano decisivi anche il sostegno dell’avantreno e la stabilità nel centro curva. Il tracciato metterà alla prova telaio, aerodinamica e motore, con quattro zone dedicate all’attivazione dell’aerodinamica attiva e diversi tratti percorribili a velocità molto elevata.
La gestione dell’energia sarà un tema centrale, perché il limitato impiego dei freni — stimato da Brembo nel 14% del tempo sul giro — ridurrà le occasioni di ricarica. Le squadre dovranno quindi recuperare energia soprattutto sui rettilinei, mentre le diverse modalità di erogazione elettrica potrebbero incidere anche sulle opportunità di sorpasso. In questo intreccio tra prestazione, usura e meteo si consumerà il primo esame del rinnovato appuntamento malese.
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