Sei podi Sprint e una sfida aperta: Di Giannantonio cerca il salto
Il pilota del VR46 guarda alla gara di Phillip Island forte del terzo posto, ma con il dubbio meteo e il lavoro sulle gomme da gestire
La chiave per Fabio Di Giannantonio potrebbe essere la gomma media. Il pilota romano ritiene infatti che il lavoro svolto dopo il problema avuto in Giappone abbia dato indicazioni utili per ridurre il divario rispetto al rendimento offerto dalla mescola morbida nelle Sprint. Per la gara di Phillip Island l’obiettivo resta ambizioso: restare vicino ai migliori e provare a giocarsi la vittoria.
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La gomma media riapre la sfida
Il confronto tra i risultati delle gare brevi e quelli degli appuntamenti domenicali fotografa una differenza netta: Di Giannantonio ha conquistato sei podi nelle Sprint, mentre i piazzamenti tra i primi tre nelle gare principali sono stati tre. Secondo il pilota, non si tratta soltanto di un problema personale, ma anche del comportamento della moto utilizzata in questa stagione, particolarmente efficace quando può spingere sulla mescola morbida.
Il ritiro del Giappone, causato da una foratura, si è trasformato in un’occasione di apprendimento in vista delle prossime gare. «Con la media possiamo tornare a essere veloci quanto lo facciamo con la soft nelle Sprint», ha spiegato Di Giannantonio, convinto che il potenziale mostrato a Phillip Island possa tradursi in un risultato importante anche sulla distanza più lunga.
Il meteo aggiunge un’incognita
La partenza della gara è prevista alle 4:00 italiane e le previsioni lasciano aperta la possibilità di un Gran Premio sul bagnato. Una prospettiva che il pilota non considera ideale su un tracciato come Phillip Island, dove preferirebbe sfruttare le caratteristiche del circuito in condizioni asciutte. In ogni caso, la situazione sarà la stessa per tutti i partecipanti.
Le sensazioni raccolte nella mattinata sono state positive, nonostante un episodio che ha condizionato l’ultimo giro della qualifica: Ogura procedeva lentamente e si è trovato sulla traiettoria del pilota romano. Il rendimento complessivo, però, ha rafforzato la fiducia in vista della domenica, anche se la pioggia renderebbe la prova più complessa e rischiosa.
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Un podio con qualche rimpianto
Il terzo posto ottenuto nella Sprint rappresenta il secondo podio consecutivo e il sesto conquistato da Di Giannantonio in questa specialità durante la stagione. Dopo la caduta di Jorge Martin, costretto a saltare la gara di domani per la frattura del radio, il pilota del team VR46 ha mantenuto la posizione alle spalle di Marc e Alex Marquez.
La corsa, tuttavia, non è stata priva di difficoltà. Una frenata sbagliata alla curva quattro, provocata da una valutazione errata della direzione del vento, lo ha costretto a perdere terreno nelle fasi iniziali. In seguito il ritmo è cresciuto, sono arrivati alcuni sorpassi e il distacco da Alex Marquez si è ridotto, ma l’usura della gomma anteriore ha reso complicato tentare l’attacco finale.
Di Giannantonio vuole di più
Il bilancio resta positivo, soprattutto per la velocità espressa e per la capacità di recuperare dopo l’errore iniziale. Di Giannantonio ha comunque sottolineato di non sentirsi appagato dai piazzamenti ottenuti: considera ogni podio un risultato importante, ma pensa che ci sia ancora margine per fare un passo avanti.
«Sono contento del podio», ha detto al termine della Sprint, ribadendo però la volontà di trasformare il buon passo mostrato in una possibilità concreta di successo. La presenza di Marquez davanti a lui non viene letta come un limite invalicabile: secondo il pilota romano, l’avversario potrebbe aver amministrato dopo il ritiro di Martin, mentre il compito sarà rimanere a contatto e mettergli pressione.
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