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Motori 1 min di lettura1 ora fa

Scuter, il robot urbano che costa un ventesimo di un’auto autonoma

A Milano debutta un prototipo italiano a tre ruote pensato per lo sharing, ma la circolazione senza supervisione non è ancora realtà.

Il progetto punta a rendere la guida autonoma più piccola ed economica: secondo Scuter, il veicolo richiede un investimento industriale pari a un ventesimo di quello necessario per un’auto-taxi autonoma e occupa appena un quinto dello spazio. Il prototipo è stato presentato a Milano come possibile primo passo verso una nuova forma di mobilità urbana individuale.

Gianmarco Carnovale, cofondatore e amministratore delegato di Scuter, ha però chiarito che non si tratta ancora di un mezzo pronto a muoversi senza controllo umano. «Non stiamo annunciando oggi un veicolo autonomo pronto a circolare senza supervisione. Stiamo mostrando il primo passo della evoluzione in un robot urbano», ha spiegato.


La guida autonoma resta sorvegliata

Il mezzo è un ciclomotore cabinato a tre ruote, ultraleggero e destinato esclusivamente ai servizi di condivisione. La tecnologia presentata a Milano rappresenta, secondo l’azienda, la prima applicazione mondiale della guida autonoma su un veicolo stradale targato di questo tipo.

La dimostrazione non coincide dunque con l’avvio di un servizio completamente automatizzato. Il prototipo deve ancora evolversi prima di poter circolare in autonomia sulle strade pubbliche senza supervisione, mentre l’obiettivo dichiarato è costruire gradualmente un sistema integrato per gli spostamenti cittadini.

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Un progetto italiano per lo sharing

Scuter rivendica il controllo diretto dell’intera filiera: progettazione, fabbricazione del veicolo e gestione delle funzioni tecnologiche sono sviluppate in Italia. Questa impostazione consente di far procedere insieme il mezzo, il software e le attività operative legate al servizio.

Carnovale ha sottolineato che le dimensioni contenute dell’architettura permettono di ridurre costi, consumi e spazio occupato rispetto a un’automobile. L’ambizione finale è avvicinare il prezzo di un tragitto individuale a quello di un biglietto del trasporto pubblico collettivo, rendendo la guida autonoma più accessibile nella mobilità di massa.

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