Sainz scuote la F1: troppi controlli e un regolamento fuori rotta
Il pilota della Williams contesta la complessità delle nuove unità di potenza dopo i problemi emersi a Baku e Sepang
Per Carlos Sainz, un motore V8 aspirato avrebbe impedito il tipo di inconveniente visto nelle ultime gare. «Con un V8 aspirato non sarebbe mai accaduto», ha osservato lo spagnolo, criticando l’eccessiva dipendenza da software e sistemi di controllo che oggi condizionano il comportamento delle monoposto.
Sainz chiede una revisione profonda
Il pilota della Williams ritiene che la Formula 1 debba interrogarsi sulle scelte compiute negli anni scorsi. A suo giudizio, l’attuale normativa è diventata troppo difficile da gestire non soltanto per chi guida, ma anche per le squadre, i motoristi e i costruttori.
Sainz ha messo in discussione l’origine stessa di questa impostazione, ricordando che la direzione tecnica attuale è stata definita circa quattro o cinque anni fa. La sua conclusione è netta: il percorso scelto allora si è rivelato sbagliato e lo sport dovrebbe evitare di ripetere decisioni analoghe.
Gli episodi che hanno acceso il caso
A rendere concreto il problema sono stati due episodi distinti. A Baku, Valtteri Bottas si è trovato in difficoltà con una vettura che non gli consentiva di frenare in modo regolare, mentre a Sepang il passaggio dietro la vettura di sicurezza è avvenuto a circa 30 km/h a causa di un malfunzionamento nel programma FIA collegato alle unità di potenza.
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La scena di Sepang ha alimentato il paragone provocatorio tra la Formula 1 e una sorta di “Formula software”. La crescente complessità delle unità di potenza previste per il 2026 è ormai evidente, tanto che Nikolas Tombazis, direttore tecnico delle monoposto della Federazione, ha escluso il ripetersi di quello specifico guasto, senza però garantire l’assenza di ulteriori problemi.
Il rischio di nuove situazioni anomale
Secondo Sainz, il numero elevato di programmi informatici e verifiche elettroniche aumenta la possibilità di incappare in circostanze difficili da comprendere e da controllare. Il pilota spagnolo ha quindi invitato Formula 1 e FIA a trarre una lezione dagli episodi recenti.
L’obiettivo, nella sua analisi, dovrebbe essere quello di correggere gli errori commessi nella definizione del regolamento e impedire che lo sport torni a vivere situazioni tanto insolite. La critica non riguarda soltanto il singolo inconveniente di Sepang, ma l’impianto complessivo di una competizione diventata, a suo parere, eccessivamente complicata.
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