Ricambi circolari, la partita si decide sui test: cosa cambia con ELV
Il regolamento europeo spinge il doppio preventivo, ma restano da definire controlli, garanzie e criteri comuni per distinguere usato, revisionato e rigenerato.
La vera sfida del nuovo regolamento europeo sui veicoli fuori uso non sarà soltanto aumentare il riutilizzo dei componenti, ma stabilire quando un ricambio circolare possa essere considerato davvero affidabile. Officine, ricambisti, flotte e assicurazioni dovranno orientarsi tra prodotti con caratteristiche tecniche e livelli di controllo molto diversi.
Il cosiddetto doppio preventivo, con la proposta di un componente circolare accanto a quello nuovo, potrebbe cambiare le abitudini del mercato. DIPA Sport e RemanAuto, intervistate nell’ambito del 6° Aftermarket Report di SICURAUTO.it, indicano però nel testing, nella tracciabilità e nell’accesso ai dati i nodi decisivi per rendere concreta questa transizione.
Il doppio preventivo cambia l’officina
Secondo DIPA Sport, l’evoluzione normativa porterà una parte crescente del fatturato dal componente nuovo al servizio di revisione. RemanAuto legge invece il cambiamento come il passaggio da un modello basato sul consumo del singolo pezzo a uno fondato sulla durata complessiva del prodotto. In questo scenario, il meccanico potrebbe assumere un ruolo più consulenziale, aiutando il cliente a valutare costi, prestazioni e impatto ambientale.
Resta tuttavia il rischio che la scelta venga percepita soltanto come una contrapposizione tra il ricambio più economico e quello di fascia superiore. DIPA Sport considera concreto il vantaggio commerciale del prodotto nuovo asiatico, soprattutto perché la garanzia legale sui componenti nuovi è di 2 anni, mentre per il rigenerato può essere di 1 anno. Per colmare questa distanza, i rigeneratori dovranno puntare su assistenza, affidabilità e, possibilmente, su una copertura estesa a 2 anni.
Usato e rigenerato non sono uguali
La classificazione comune adottata dalla normativa rischia di mettere sullo stesso piano componenti che seguono percorsi industriali molto differenti. Il pezzo usato può essere semplicemente smontato e pulito, mantenendo un’incognita sulla durata residua; il revisionato interviene invece sul guasto individuato, mentre il rigenerato industrialmente viene sottoposto a un processo più completo.
RemanAuto definisce il prodotto rigenerato come un componente disassemblato, aggiornato e collaudato per raggiungere condizioni equivalenti, o in alcuni casi superiori, a quelle originarie. DIPA Sport sottolinea allo stesso modo la necessità di non confondere una pulizia sommaria con un ciclo industriale che comprende la sostituzione degli elementi usurati, prove su banco, garanzia e verifiche sull’affidabilità.
Il messaggio rivolto al mercato è quindi anche culturale: il componente rigenerato non dovrebbe essere presentato come una soluzione di ripiego. La sua capacità di competere con i prodotti nuovi a basso costo dipenderà dalla possibilità di dimostrare, soprattutto alle officine, la qualità del processo e il ripristino delle caratteristiche progettuali.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Senza regole comuni resta il rischio
Il regolamento richiama la necessità di controllare e pulire i componenti e di sottoporli a prova quando necessario, prima del riutilizzo o della rigenerazione. Non sono però ancora definiti criteri europei omogenei per stabilire quali verifiche eseguire, con quali strumenti e secondo quali soglie di accettazione.
Per DIPA Sport, l’assenza di metodi condivisi rende troppo soggettiva la definizione di componente “testato”. Ne deriverebbero maggiore esposizione legale per meccanici e rigeneratori, rallentamento del doppio preventivo e spazio per operatori che si limitano a controlli superficiali. RemanAuto considera altrettanto ampio il problema e segnala il pericolo che un componente soltanto ripulito venga presentato come adeguatamente verificato.
Le due aziende sostengono quindi la necessità di procedure pubbliche per collaudo, classificazione e tracciabilità. DIPA Sport propone il coinvolgimento di comitati tecnici neutrali come CEN e ISO, con la partecipazione di istituzioni, costruttori e operatori indipendenti. L’obiettivo sarebbe evitare che le case automobilistiche possano determinare da sole le regole del settore.
Dati e certificazioni al centro
RemanAuto indica un modello di responsabilità condivisa: al legislatore spetterebbe fissare il quadro giuridico, ai rigeneratori trasferire l’esperienza sui processi, ai costruttori rendere disponibili i dati tecnici sulle tolleranze e agli enti terzi verificare periodicamente il rispetto dei requisiti. Tra gli organismi citati figurano RINA e TÜV.
Il punto non riguarda soltanto la conformità formale dei ricambi. Perché il nuovo sistema funzioni, ogni componente dovrà essere riconoscibile lungo la filiera, associato a informazioni tecniche verificabili e accompagnato da una chiara indicazione del trattamento ricevuto. Solo così il cliente potrà comprendere la differenza tra usato, revisionato e rigenerato, mentre l’officina potrà proporre il doppio preventivo con maggiore trasparenza e responsabilità.
Continua a leggere
312 km/h in Francia: il dettaglio tecnico che può cambiare tutto
Un conducente svizzero rischia pesanti conseguenze dopo essere stato rilevato a una velocità record, ma la difesa potrebbe contestare la precisione dello strumento
Evans resiste in Sardegna: Solberg rimonta, Hyundai padrone
Neuville guida il rally davanti a Fourmaux, ma il gallese conserva il primato iridato con 14 punti su Solberg e 15 su Pajari
BMW X3 M50, 443 cavalli e anima da pista: cosa offre il Black Package
Il SUV sportivo bavarese aggiorna il sei cilindri da 3 litri, migliora lo scatto e aggiunge dettagli esclusivi dentro e fuori dall’abitacolo.
Ferrari e Horner: svolta vera o risposta al caos
Le indiscrezioni sull’ex dirigente della Red Bull riaprono la discussione sul futuro della Ferrari e sulle figure necessarie per rilanciare il progetto di Maranello.