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Motori 2 min di lettura40 min fa

312 km/h in Francia: il dettaglio tecnico che può cambiare tutto

Un conducente svizzero rischia pesanti conseguenze dopo essere stato rilevato a una velocità record, ma la difesa potrebbe contestare la precisione dello strumento

In Francia, una violazione di questo tipo può trasformarsi in un procedimento penale: dal 29 dicembre 2025, superare di almeno 50 km/h il limite costituisce reato anche quando si tratta della prima infrazione. Per il conducente svizzero fermato a 312 km/h sono quindi possibili fino a tre mesi di carcere, una sanzione da 3.750 euro e ulteriori provvedimenti sulla patente e sull’auto.


La difesa punta sul limite del radar

L’automobilista dovrà comparire davanti alla giustizia francese a febbraio 2027. Nel frattempo, la sua Porsche 911 GT3 è stata sottoposta a fermo amministrativo e per ottenere la libertà provvisoria è stata fissata una cauzione di 1.500 euro.

A rendere meno scontato l’esito del procedimento è una questione legata alla certificazione dell’apparecchio. Un avvocato francese esperto di diritto della circolazione ha spiegato che diversi dispositivi meno recenti sarebbero autorizzati a rilevare velocità fino a 250 km/h, mentre per i modelli più moderni il limite indicato arriverebbe normalmente a 300 km/h. Se il macchinario impiegato appartenesse davvero a una di queste categorie, la rilevazione a 312 km/h potrebbe essere stata effettuata oltre il campo di omologazione.


Il dato resta contestato

La possibile irregolarità, tuttavia, non equivale all’annullamento automatico dell’accertamento. La documentazione tecnica del radar dovrà chiarire quali velocità fosse autorizzato a misurare e se lo strumento utilizzato rispettasse tutti i requisiti previsti.

Il capitano della gendarmeria Joël Contal ha difeso l’affidabilità del dispositivo, assicurando alla stampa francese che il radar, in questa circostanza, “non si sbaglia”. Anche il quotidiano Le Dauphiné Libéré ha escluso l’esistenza di una scorciatoia giudiziaria, titolando il proprio approfondimento “Non c'è alcuna falla giuridica”.

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Una corsa a 312 km/h

L’episodio si è verificato nella notte tra il 26 e il 27 settembre sull’autostrada A40, nei pressi di Vougy, nell’Alta Savoia. Il conducente, un 48enne svizzero indicato come dirigente d’azienda, viaggiava verso Ginevra quando una pattuglia impegnata in un controllo notturno ha registrato la velocità di 312 km/h.

Il limite in quel tratto era fissato a 130 km/h: lo scarto ammontava dunque a 182 km/h, mentre la contestazione riportata dalle autorità lo indica come 170 km/h oltre il consentito. Dopo il controllo, la patente è stata ritirata immediatamente e la vettura è stata trasferita in un deposito amministrativo.


Cosa rischia il conducente svizzero

La normativa francese consente, oltre alla detenzione e alla multa, anche la sospensione della patente e la confisca del veicolo. La posizione dell’automobilista sarà valutata nel processo fissato per febbraio 2027, tenendo conto sia della velocità contestata sia della validità della misurazione.

Poiché la patente è stata rilasciata in Svizzera, un eventuale divieto deciso dai giudici francesi inciderebbe anzitutto sulla possibilità di guidare in Francia. Resta da stabilire se, in seguito, anche le autorità elvetiche decideranno di adottare misure ulteriori.

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