Red Bull, Horner svela il retroscena dell’addio: «Avevo troppo potere
L’ex responsabile della scuderia britannica ha ricondotto la decisione della dirigenza ai risultati e alla direzione futura del progetto, escludendo il caso dell’assistente.
Christian Horner ha indicato nella percezione di un potere eccessivo concentrato nelle sue mani la possibile ragione del licenziamento dalla Red Bull. Il manager britannico ha raccontato di non aver ricevuto una spiegazione precisa quando, all’inizio di luglio 2025, la squadra ha deciso di interrompere il rapporto dopo il Gran Premio di Gran Bretagna.
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Il potere al centro della rottura
Secondo Horner, nella dirigenza della Red Bull si sarebbe fatta strada l’idea che il suo peso all’interno dell’organizzazione fosse diventato eccessivo. «Penso che si fosse diffusa la sensazione che avessi troppo potere nelle mie mani», ha spiegato nell’intervista al Guardian.
La sua uscita ha chiuso un lungo periodo alla guida della scuderia di Milton Keynes. Al suo posto è arrivato Laurent Mekies, che aveva già cominciato a prendere confidenza con il ruolo di vertice in Racing Bulls.
Il caso dell’assistente resta sullo sfondo
Horner ha negato che la vicenda legata alla sua ex assistente abbia avuto un peso determinante nella scelta della Red Bull. A suo giudizio, quella questione era ormai stata superata e non rappresentava il motivo principale della decisione.
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«Avevo superato quella vicenda, l’avevo liquidata», ha aggiunto il manager. Horner ha ricondotto piuttosto il cambio ai risultati ottenuti dalla squadra in quel momento e alle valutazioni della dirigenza sulle prospettive future.
Mekies e i segnali arrivati dopo
Dopo l’avvicendamento, la Red Bull guidata da Mekies ha sfiorato una rimonta clamorosa nella parte conclusiva del 2025. Il progetto ha poi ottenuto un ulteriore riscontro nel 2026, con le prime due vittorie consecutive del motore costruito internamente e fortemente voluto da Horner.
Questi risultati sono arrivati dopo la sua uscita, ma l’ex responsabile continua a collegare il licenziamento soprattutto alla valutazione delle prestazioni e alla strategia per il futuro, più che alla controversia riguardante l’assistente.
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