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Motori 2 min di lettura20 min fa

Rc auto, il trucco costa caro: 1,4 milioni di denunce false

Alterare la verità davanti alla propria assicurazione può avere conseguenze penali, oltre a ripercuotersi sul costo delle polizze per l’intera platea degli automobilisti.

Alterare la verità davanti alla propria assicurazione può avere conseguenze penali, oltre a ripercuotersi sul costo delle polizze per l’intera platea degli automobilisti. «Mentire alla propria compagnia assicurativa può configurare un reato penale punito con la reclusione fino a cinque anni», hanno spiegato gli esperti di Facile.it, sottolineando anche l’impatto collettivo del fenomeno.

Il quadro è reso ancora più complesso dal numero di persone che affermano di aver subito una frode, o almeno un tentativo: un’altra rilevazione ha stimato in circa 890.000 gli automobilisti coinvolti come vittime. Si crea così un circuito in cui dichiarazioni irregolari e raggiri finiscono per danneggiare sia le compagnie sia gli assicurati corretti.

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Il premio spinge a cambiare versione

Secondo una ricerca realizzata da EMG per Facile.it, sarebbero circa 1,4 milioni gli automobilisti che hanno fornito alla propria compagnia una versione non veritiera relativa a un incidente. La ragione più frequente riguarda la volontà di non perdere la classe di merito e di scongiurare, quindi, un aumento del premio per la responsabilità civile auto.

In particolare, 770.000 persone, pari al 53,5% del campione considerato, hanno ammesso di aver modificato la ricostruzione del sinistro per evitare un peggioramento della propria posizione assicurativa. Il dato mostra quanto il timore di pagare di più possa condizionare le dichiarazioni successive a un incidente.

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Anche il conducente non coperto pesa

Non tutti i casi nascono però dalla preoccupazione per la tariffa futura. Per circa 586.000 assicurati, equivalenti al 43% degli intervistati, la versione sarebbe stata cambiata perché alla guida si trovava una persona priva della copertura prevista dalla polizza Rc auto.

Una quota molto più contenuta, ma comunque significativa, riguarda invece i rimborsi richiesti senza averne diritto. Circa 33.000 automobilisti, il 2,3%, hanno riconosciuto di aver mentito per ottenere un risarcimento relativo a un danno escluso dalle condizioni contrattuali.

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