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Rc auto, controlli incrociati per scoprire i veicoli scoperti

Il disegno di legge Bilancio 2027 prevede verifiche trimestrali tra banche dati pubbliche e controlli mirati della Polizia

Il Governo prepara verifiche incrociate per individuare i veicoli privi di assicurazione Rc auto. La misura è contenuta nel disegno di legge Bilancio 2027, che dovrà essere approvato dal Parlamento entro la fine del 2026.

Secondo le stime riportate da Salvatore Infantino, fondatore e amministratore di Insurance Lab – Formazione assicurativa, in Italia circolano 2,9 milioni di mezzi senza copertura. Il fenomeno comporterebbe circa un miliardo di euro di premi non riscossi e 280 milioni di minori entrate fiscali.

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Come funzioneranno le verifiche

Una volta entrata in vigore la norma, il ministero delle Infrastrutture lavorerà insieme all’Automobile Club d’Italia per confrontare periodicamente le informazioni disponibili negli archivi pubblici. Il controllo dovrebbe essere effettuato almeno ogni tre mesi.

L’incrocio permetterà di individuare i veicoli per i quali non risulta attiva una polizza, escludendo i casi coperti dalle deroghe previste dalla legge. I proprietari potranno essere invitati a regolarizzare spontaneamente la posizione, mentre gli elenchi saranno messi a disposizione degli organi di Polizia Stradale per accertamenti mirati.


Gli archivi utilizzati

Il sistema raccoglierà i dati della banca delle coperture assicurative, aggiornata dalle compagnie, e quelli dell’Archivio nazionale dei veicoli. Saranno considerati anche gli esiti delle revisioni periodiche obbligatorie, utili per verificare lo stato dei mezzi e le emissioni.

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Nell’operazione rientreranno inoltre le informazioni del Pubblico Registro Automobilistico, compresi i veicoli immatricolati all’estero presenti in Italia o nella disponibilità di residenti. Sarà utilizzato anche il registro unico telematico dei veicoli fuori uso, con i dati relativi a demolizioni e restituzione delle targhe.


Tempi e costi della misura

Il funzionamento tecnico dello scambio di informazioni sarà definito da un decreto ministeriale, da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della manovra. Il provvedimento stabilirà le regole per collegare gli archivi tramite la Piattaforma digitale nazionale dati e disciplinerà trattamento e conservazione delle informazioni.

Se l’iter parlamentare si concluderà nei tempi previsti, l’avvio dei controlli potrebbe arrivare entro marzo 2027. L’applicazione non dovrebbe richiedere nuove strutture né stanziamenti aggiuntivi: le amministrazioni dovranno usare personale, strumenti e risorse già disponibili.

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