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Motori 4 min di lettura42 min fa

Provata la Hero Hunk 440: costa 3.990 euro

Monocilindrico da 27 CV, consumi fino a 35 km/l e qualche limite tra freni, gomme e sospensioni.

La Hero Hunk 440 è stata provata sulle strade del Ghisallo. Costa 3.990 euro e offre una guida più completa di quanto i suoi numeri possano far pensare.

Il motore da 27 CV raggiunge il limitatore poco oltre i 6.000 giri, ma la coppia disponibile in basso rende la marcia piacevole e poco impegnativa. I compromessi emergono soprattutto nella frenata, nelle gomme di serie e nell'assenza di allungo.

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Un motore pensato per la strada

Il monocilindrico da 440 cc sviluppa 27 CV a 6.000 giri e 36 Nm a 4.000 giri. La potenza rientra nei valori tipici delle moto guidabili con patente A2, mentre la coppia, vicina ai 40 Nm e disponibile a un regime contenuto, è il dato più significativo.

L'architettura a corsa lunga privilegia la spinta ai bassi, la robustezza e i consumi ridotti. La Hunk si muove bene tra 2.000 e 4.500 giri, anche in marcia alta, riprendendo senza richiedere continue scalate. Le vibrazioni restano contenute fino a circa 5.000 giri e si avvertono soprattutto sulla sella, non sul manubrio.

Il cambio a sei marce è abbastanza preciso, sebbene leggermente contrastato. La sesta consente di affrontare i trasferimenti autostradali senza eccessivi disagi, mentre un lieve effetto on-off si manifesta in prima e seconda. Il motore ha inoltre un suono pieno e grave, inaspettato per la cilindrata.


Ciclistica e frenata

Il telaio è un traliccio d'acciaio aperto, con il propulsore che contribuisce alla struttura portante. La forcella rovesciata da 43 millimetri non offre regolazioni; al posteriore lavorano due ammortizzatori, regolabili soltanto nel precarico. Il peso dichiarato è di 188 kg in ordine di marcia.

La forcella assorbe bene le irregolarità e mostra una taratura riuscita. Gli elementi posteriori sono invece più rigidi e trasmettono una sensazione meno raffinata. Nel complesso la moto rimane agile e bilanciata, con un baricentro basso che aiuta nei cambi di direzione già impostati. In inserimento l'avantreno comunica meno e, aumentando il ritmo, le pedane arrivano presto a contatto con l'asfalto.

L'impianto frenante comprende un disco anteriore da 320 mm con pinza ByBre flottante a due pistoncini e un disco posteriore da 240 mm con pinza a pistoncino singolo. L'ABS è a doppio canale, ma il freno davanti richiede una pressione decisa sulla leva e offre poco mordente iniziale. Il posteriore è utile per correggere la traiettoria e nelle frenate d'emergenza.

Le gomme MRF da 110/70-17 davanti e 150/60-17 dietro si comportano adeguatamente con asfalto asciutto e temperature miti. Sul fondo viscido incontrato durante la prova, invece, hanno mostrato margini di aderenza più ridotti.

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Comfort e dotazione

La posizione di guida prevede busto eretto, manubrio largo e vicino al pilota, oltre a pedane avanzate. Chi proviene da una naked con poggiapiedi arretrati deve abituarsi, ma l'impostazione indica chiaramente una vocazione turistica più che sportiva.

La sella è posta a 83 centimetri da terra. Un pilota alto 1,75 metri riesce ad appoggiare entrambi i piedi e a muovere la moto da fermo senza urtare le pedane. Il raggio di sterzata ampio facilita le manovre, mentre la seduta morbida e spaziosa rimane confortevole anche dopo molte ore, pur avendo un rivestimento leggermente scivoloso.

Anche il passeggero dispone di spazio sufficiente e di un solido maniglione metallico. Il serbatoio contiene 13 litri e, durante la prova, il consumo medio si è attestato intorno ai 35 km/l, scendendo a circa 30 km/l con una guida più tirata. Con attenzione si possono raggiungere valori vicini ai 40 km/l, per un'autonomia che può sfiorare i 500 chilometri.

La strumentazione abbina una cornice circolare a uno schermo rettangolare retroilluminato. Le informazioni sono leggibili, ma i caratteri piccoli e le grafiche poco immediate richiedono qualche istante in più. La presa USB di tipo A, protetta da uno sportellino, è pratica per ricaricare i dispositivi.


Prezzo e origine del progetto

La Hunk 440 è il modello più interessante del debutto italiano di Hero MotoCorp, arrivato circa un anno fa con la distribuzione di Pelpi International. Il marchio indiano, per decenni legato a Honda, è oggi il costruttore motociclistico con i maggiori volumi produttivi al mondo.

Il suo propulsore ha una storia particolare: motore e telaio appartengono alla stessa base tecnica della Harley-Davidson X440, costruita da Hero per il mercato indiano. La piattaforma è condivisa anche con la Hero Mavrick 440 e dovrebbe essere utilizzata per la futura Harley-Davidson Sprint.

A 3.990 euro, la Hunk si colloca sotto diverse rivali. La Royal Enfield Guerrilla 450, più potente e dotata di raffreddamento a liquido, supera i 5.300 euro; BSA Bantam 350 e Honda GB350S costano entrambe più di 4.000 euro.

La moto non rinuncia a qualche difetto: il motore non offre un vero allungo, la frenata anteriore potrebbe essere più incisiva e sospensioni, specchietti e pneumatici lasciano spazio a miglioramenti. Però, nell'uso quotidiano e nei percorsi extraurbani, la Hunk sfrutta bene la coppia, consuma poco e mantiene un livello di praticità elevato rispetto al prezzo.

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