7.000Lettori online ora
Motori 2 min di lettura1 ora fa

Prima il ghiaccio, poi il sosia: Marquez si prende una ramanzina

Il pilota spagnolo ha rinunciato alla sfida sui kart dopo il Warm Up del Gran Premio del Giappone, lasciando in pista un sostituto con il suo numero 93.

Il pubblico del Gran Premio del Giappone si è trovato davanti a un curioso enigma prima della gara: il pilota con il casco numero 93 sembrava Marc Marquez, ma qualcosa nel suo aspetto non convinceva. Il dubbio è stato risolto soltanto più tardi, quando lo spagnolo ha raccontato di aver mandato in pista un sosia.

L’iniziativa era stata organizzata dopo il Warm Up per aggiungere un momento di intrattenimento alla giornata. I piloti della MotoGP avrebbero dovuto affrontare un giro di prova e uno competitivo sui go-kart, mantenendo la disposizione prevista per la gara motociclistica.


Il sosia resta davanti ai box

Quando i partecipanti hanno raggiunto la griglia, un addetto alla manifestazione ha notato che l’uomo associato al numero 93 non aveva le caratteristiche di Marquez. Gli è stato quindi chiesto di alzare la visiera, ma il falso pilota ha rifiutato di farlo, alimentando ulteriormente il sospetto.

Poco dopo, il sostituto non ha preso parte alla sfida ed è rimasto nella corsia dei box. Marquez, infatti, aveva scelto di fermarsi per applicare del ghiaccio al piede e non considerava opportuno partecipare a un’attività aggiuntiva mentre la lotta per il campionato era ancora aperta.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Marquez difende la sua scelta

Intervistato da Motorsport, il pilota ha spiegato che l’idea è nata proprio durante la pausa per il trattamento. Un membro della squadra gli avrebbe proposto di farsi rimpiazzare, trasformando una necessità fisica in una trovata pensata per lo spettacolo. La decisione gli è costata un richiamo, come ha ammesso lo stesso Marquez: “C’è un limite da non superare. Ovviamente, capisco lo show, ma stiamo lottando per il campionato”.

A As ha poi ribadito la propria posizione, sottolineando che il divertimento per gli spettatori non può aggiungere altri rischi a quelli già legati alle corse. Ha raccontato che, alla proposta di cercare un sosia, aveva risposto di non averne uno disponibile; la battuta della squadra — consegnargli la bevanda da tenere — è stata sufficiente per far partire il piano.

Il campione ha riconosciuto di aver ricevuto una severa ramanzina, ma ha anche rivendicato la priorità assegnata alla competizione. In questa fase della stagione, secondo la sua spiegazione, concentrare tutte le energie sulla gara viene prima di qualsiasi iniziativa collaterale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere