Patente, il rinnovo può allungarsi: la soglia sale a 65 anni
Il progetto di riforma del Codice della strada potrebbe estendere la validità decennale per auto e moto, ma l’entrata in vigore non è prevista prima del 2028.
Per milioni di automobilisti il cambiamento più rilevante potrebbe riguardare la frequenza delle visite mediche e dei rinnovi. Lo schema del nuovo Codice della strada prevede infatti un possibile prolungamento della validità decennale per alcune patenti, ma la modifica non è ancora definitiva e non produrrà effetti immediati.
Il testo dovrà completare il proprio iter legislativo e, secondo le informazioni disponibili, le nuove regole non diventerebbero operative prima del 2028. Serviranno inoltre gli allegati tecnici, indispensabili per conoscere le modalità concrete di applicazione.
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Oggi la scadenza dipende dall’età
Per le patenti A e B il rinnovo avviene normalmente ogni 10 anni fino al compimento dei 50 anni. Tra i 50 e i 70 anni la validità scende a 5 anni, mentre dopo questa soglia i controlli diventano ancora più ravvicinati.
La procedura richiede la visita medica, la consegna dei documenti previsti e il versamento delle imposte e degli altri diritti dovuti. Le tempistiche possono cambiare in base alla categoria della patente, all’età del conducente e a situazioni specifiche, come il possesso di una patente professionale, la cittadinanza straniera o una licenza scaduta da lungo tempo.
Per le categorie professionali, tra cui C, D ed E, sono previsti accertamenti più frequenti e approfonditi. In determinate circostanze può essere coinvolta anche la Commissione medica locale.
La validità decennale verso i 65 anni
La proposta contenuta nello schema di riforma punta a spostare da 50 a 65 anni il limite entro il quale le patenti del gruppo 1, comprese quelle per motocicli e autovetture, manterrebbero la validità di dieci anni.
Se confermata, la disposizione eliminerebbe l’attuale riduzione quinquennale applicata tra i 50 e i 70 anni. In pratica, un conducente di automobile o motocicletta potrebbe continuare a rinnovare il documento ogni dieci anni fino al compimento dei 65 anni, con meno visite e minori spese nell’arco dello stesso periodo.
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La proposta interviene anche sul trasporto professionale. Per le patenti del gruppo 2 — C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE — il limite anagrafico per esercitare l’attività verrebbe portato da 68 a 70 anni, mantenendo però l’obbligo di una verifica ogni due anni.
La riforma resta ancora da definire
Le disposizioni su rilascio e rinnovo sono collocate nel Titolo V, Capo II, dello schema legislativo e fanno riferimento all’articolo 187 e all’Allegato V.3. Quest’ultimo non è ancora disponibile: senza le relative indicazioni operative non è possibile stabilire ogni dettaglio della futura procedura.
Per questo le anticipazioni non devono essere confuse con norme già applicabili. Fino all’eventuale approvazione definitiva restano valide le regole attuali, compresi gli intervalli di rinnovo legati all’età e alla categoria della patente.
Un codice più digitale e severo
La revisione nasce con l’obiettivo di riunire in un quadro organico disposizioni che si sono accumulate nel tempo a partire dal decreto legislativo n. 285 del 30 aprile 1992. Tra le linee indicate dal Governo figurano la digitalizzazione di documenti, notifiche, controlli e banche dati, oltre al rafforzamento della sicurezza per gli utenti più esposti.
Il progetto comprende anche le nuove forme di mobilità, la guida automatizzata e una revisione del sistema delle sanzioni. Sono inoltre previsti un riordino delle competenze e delle regole relative a conducenti, veicoli, strade e autotrasporto, insieme all’inserimento dell’educazione stradale nell’insegnamento dell’educazione civica.
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