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Motori 2 min di lettura2 giorni fa

Optimus, la protesta nelle fabbriche Tesla: così imparano dai lavoratori

Gli operai di Texas e California hanno contestato il sistema con cui Tesla raccoglie movimenti e gesti per rendere autonomi i suoi robot

Il malcontento negli impianti Tesla nasce da un paradosso: ai dipendenti viene chiesto di insegnare ai robot Optimus mansioni che, in prospettiva, potrebbero essere affidate proprio alle macchine. L’azienda punta infatti a trasformare gli automi in strumenti capaci di completare senza assistenza numerose attività industriali oggi svolte dal personale.


Il nodo è addestrare chi potrebbe sostituirli

Optimus è già impiegato in alcune strutture della casa automobilistica per eseguire compiti circoscritti. Il progetto della società, però, prevede un’evoluzione verso sistemi in grado di gestire autonomamente interi processi, dall’avvio alla conclusione.

A gennaio Tesla aveva domandato agli addetti degli stabilimenti californiani e texani di utilizzare abbigliamento dotato di rilevatori di movimento. Le tute avrebbero consentito di acquisire i gesti compiuti durante la giornata e di trasferire quelle informazioni ai sistemi di intelligenza artificiale destinati a guidare i robot. La richiesta ha provocato reazioni negative tra una parte dei lavoratori, preoccupati dal possibile impatto sull’occupazione.


Tesla cambia il metodo di raccolta

Per ridurre le tensioni, l’azienda ha rivisto le modalità con cui vengono registrati i movimenti. Al posto di coinvolgere soltanto il personale impegnato lungo le linee operative, Tesla ha cominciato a reclutare addetti incaricati specificamente di raccogliere i dati necessari all’addestramento.

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Negli stabilimenti sono state inoltre collocate videocamere per osservare le diverse operazioni. Gran parte delle sessioni è stata trasferita lontano dalle aree produttive principali, in spazi separati dove gli operatori possono riprodurre attività di montaggio e di selezione dei materiali.


Tute e telecamere per insegnare i gesti

Durante queste simulazioni, il personale indossa caschi provvisti di videocamera, guanti e tute con sensori. L’obiettivo è catturare con precisione la sequenza dei movimenti, così da fornire ai robot una base di apprendimento per replicare le attività manuali.

La raccolta dei dati riguarda quindi non soltanto l’osservazione del lavoro quotidiano, ma anche esercizi organizzati in ambienti dedicati. La prospettiva indicata da Tesla resta quella di affidare agli Optimus un numero crescente di operazioni industriali, fino a renderli capaci di lavorare in autonomia.

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