Mugello riaccende la Ferrari di Schumacher: otto Rosse in pista
La rievocazione della grande epopea Ferrari ha riportato sul circuito toscano vetture storiche e protagonisti amatissimi dal pubblico.
«Questo è un evento per veri appassionati», ha osservato Antonio Giovinazzi, colpito dal confronto possibile al Mugello tra una Formula 3 degli anni Settanta e Ottanta e una Formula 1 del 2006. L’ex pilota del Cavallino ha sottolineato anche il forte seguito che l’automobilismo continua ad avere in Italia.
La risposta degli spettatori ha confermato le sue aspettative: più di 30.000 persone hanno assistito alla giornata dedicata alle vetture storiche e ai campioni della Ferrari.
Il ritorno alle monoposto di Schumi
Tra i protagonisti evocati dall’appuntamento c’è Michael Schumacher, figura centrale del periodo più vincente della Scuderia. Luca Badoer, collaudatore di quegli anni e uomo di grande fiducia per il pilota tedesco, non ha partecipato alla sessione odierna, ma il giorno precedente era tornato al volante di una monoposto del 2006.
Badoer ha raccontato quanto sia stato impegnativo riabituarsi a una Formula 1 dopo 16 anni lontano dalla guida. «Dopo tre giri ho cominciato un po’ a rispolverare certe sensazioni, ma ero talmente lontano dalle prestazioni di allora che mi sono chiesto come facessi all’epoca», ha spiegato, definendo comunque l’esperienza straordinaria.
Il collaudatore ha poi ricordato il rapporto con Schumacher, nato durante le numerose giornate di sviluppo delle vetture e consolidato da una solida amicizia. Quelle prove, ha riferito, univano il rigore del lavoro tecnico a una particolare confidenza personale.
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Una sfilata davanti a 30.000 tifosi
L’esibizione ha raccolto otto automobili guidate in passato da Schumacher, affidate ad altrettanti piloti legati alla storia del marchio di Maranello. Sul rettilineo principale del circuito di Scarperia si sono schierate, tra gli altri, le vetture portate in pista da Gerhard Berger, Giancarlo Fisichella, Mika Salo, Nicola Larini, Antonio Giovinazzi, René Arnoux, Andrea Bertolini ed Eddie Irvine.
Irvine fu compagno di squadra di Schumacher dal 1996 al 1999. L’appuntamento ha così riunito generazioni diverse di piloti e monoposto, all’interno del Gran Premio storico d’Italia, manifestazione che ha ospitato 250 automobili di marche e modelli differenti.
L’iniziativa ha replicato il successo ottenuto nella giornata precedente, riportando l’attenzione sul decennio compreso tra il 1996 e il 2006. In quel periodo la Ferrari conquistò 87 vittorie, cinque titoli mondiali piloti e sei campionati costruttori, grazie al lavoro del gruppo formato da Jean Todt, Ross Brawn, Rory Byrne e Schumacher.
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