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Motori 2 min di lettura1 ora fa

MotoGP, il questionario che mette sotto esame la mente dei piloti

Il responsabile medico Angel Charte prepara una valutazione volontaria per individuare eventuali fragilità psicologiche e offrire un sostegno specialistico durante la stagione.

Cadere a oltre 300 km/h, rialzarsi e tornare subito in pista richiede molto più della preparazione fisica. Per questo la MotoGP vuole dedicare maggiore attenzione all’equilibrio psicologico dei piloti: durante l’inverno sarà distribuito un questionario elaborato con l’aiuto di specialisti, che dovrà essere riconsegnato in occasione del primo appuntamento stagionale in Thailandia.


Il peso mentale delle cadute

Fabio Di Giannantonio ha raccontato di essersi rivolto più volte a uno psicologo nel corso della carriera, sottolineando come chiedere aiuto non abbia nulla a che vedere con la follia. Anche Jorge Martín e Pedro Acosta hanno parlato del sostegno ricevuto da professionisti, sia per affrontare le difficoltà legate alle corse sia per gestire gli aspetti personali.

Il dottor Angel Charte, responsabile medico della MotoGP, considera questa dimensione sempre più importante. «Questi ragazzi cadono a 300, si rialzano, tornano alla moto e ripartono a 350 chilometri orari. Per riuscirci non bastano il talento e una condizione fisica eccezionale: serve anche avere la testa a posto», ha spiegato parlando del progetto.


A Valencia parte la valutazione

L’idea, sostenuta da Carmelo e Carlos Ezpeleta, non punta a imporre un percorso terapeutico. Charte vuole prima di tutto proporre uno strumento di ascolto e convincere i piloti che il confronto con specialisti della salute mentale può aiutarli a proteggere stabilità e rendimento, senza interferire con la loro autonomia.

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Il questionario verrà consegnato a Valencia e sarà compilato nel periodo invernale. Non conterrà domande sulla famiglia, sull’infanzia o sulla vita privata più delicata: gli esperti stanno preparando una valutazione semplice, pensata per far emergere eventuali segnali di disagio senza trasformarsi in un’indagine personale.


Intervento soltanto se necessario

Charte e il gruppo di specialisti analizzeranno le risposte, insieme a osservazioni e suggerimenti eventualmente aggiunti dai piloti. Qualora emergessero situazioni preoccupanti, il responsabile medico prevede un contatto prudente e rispettoso, sempre con il consenso degli interessati.

Solo in presenza di problemi concreti potrebbe essere valutata anche una modifica di alcuni aspetti regolamentari. Secondo Charte, infatti, i piloti non sono persone fuori dal comune o invulnerabili: sono professionisti capaci di gestire ad altissimo livello il proprio lavoro, ma stanno iniziando a riconoscere quanto la fortuna abbia spesso avuto un ruolo dopo gli incidenti.

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