Morbidelli in SBK, la scommessa Ducati: Foti fissa l’obiettivo
Il passaggio di Franco Morbidelli in Superbike non viene considerato un ripiego da Serafino Foti, ma l’inizio di una nuova possibilità.
Il passaggio di Franco Morbidelli in Superbike non viene considerato un ripiego da Serafino Foti, ma l’inizio di una nuova possibilità. Il dirigente di Aruba.it Racing – Ducati è convinto che il pilota italiano possa puntare in alto, mentre Nicolò Bulega resta il riferimento tecnico e mentale di una stagione che potrebbe chiudersi senza sconfitte per la squadra.
Foti conosce bene il mondo delle corse anche per esperienza diretta: dopo gli inizi nel CIV 125 ha gareggiato in Supersport e Superbike, conquistando il titolo italiano nel 1977. L’ultima presenza nel campionato mondiale risale al 2003 con il Team Pedercini; una volta terminata la carriera, il torinese ha intrapreso il percorso da dirigente, fino ad arrivare alla formazione ufficiale Ducati.
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Morbidelli, una fiducia senza riserve
La scelta di Morbidelli è arrivata dopo un’analisi approfondita dei suoi risultati. Foti ha esaminato tempi in gara e in prova, osservando che in alcune occasioni il pilota è rimasto a uno o due decimi da Marc Marquez. A suo giudizio, anche il quarto posto occupato in classifica in una fase della stagione precedente conferma una velocità ancora intatta.
Il curriculum, inoltre, parla di risultati importanti: il successo nella Stock 600, il titolo in Moto2, il riconoscimento come miglior esordiente in MotoGP e il secondo posto iridato del 2020. Il dirigente sottolinea anche la familiarità di Morbidelli con le gomme Michelin, che saranno utilizzate dalla squadra nella prossima stagione, e considera la sua esperienza un possibile aiuto decisivo nella fase di adattamento.
«Sono sicuro al 100% che, messo nelle condizioni di esprimersi, abbia il potenziale per vincere e disputare una grande stagione», ha affermato Foti parlando del futuro pilota Ducati. La delusione per l’uscita dalla MotoGP, secondo il dirigente, è stata trasformata in motivazione dopo aver compreso che la Superbike può offrirgli nuovi obiettivi.
Foti descrive Morbidelli come una persona riservata e piuttosto introversa, ma anche gentile e disponibile. Il lavoro della squadra sarà rivolto soprattutto a favorire il suo inserimento nell’ambiente e il feeling con la moto.
Bulega esaltato dalla pressione
Prima ancora di affrontare l’ultimo appuntamento di Jerez, Aruba.it Racing – Ducati ha costruito un bilancio eccezionale: tutte le gare disputate fino a quel momento sono state vinte dai suoi due piloti. Mancano le tre manche dell’ultimo fine settimana, ma il rendimento complessivo viene considerato da Foti difficilmente replicabile.
Il dirigente attribuisce il risultato alla collaborazione tra Ducati, la squadra e i piloti. Da una parte c’è l’investimento della casa nella tecnologia, dall’altra il lavoro quotidiano dello staff e il rendimento di Bulega e Iker Lecuona, ritenuti tra i migliori protagonisti attualmente presenti in categoria.
La crescita di Bulega è anche il frutto di una scelta compiuta quando il pilota attraversava una fase complicata. Foti ricorda il titolo conquistato nel CEV nel 2015, in una griglia che comprendeva anche Fabio Quartararo, Aron Canet, Joan Mir e Albert Arenas. Al talento già mostrato, la squadra avrebbe aggiunto soprattutto serenità e continuità.
A Cremona, nel giorno del titolo, il dirigente ha ripensato ai quattro anni condivisi con Bulega, comprese le difficoltà e i dubbi di chi non aveva creduto nel progetto. Il debutto in Superbike, con prestazioni molto rapide nei test e il successo immediato nella prima gara a Phillip Island, aveva già indicato il suo potenziale.
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La pressione, però, non sembra essere un ostacolo per il campione. «Se lo fai incazzare tira fuori il meglio di sé», ha detto Foti, spiegando che Bulega affronta la tensione come uno stimolo e che, nonostante l’età, possiede la mentalità di un veterano.
Lecuona e Surra restano nel progetto
Anche l’arrivo di Lecuona è stato deciso sulla base di un’attenta valutazione del percorso sportivo. Lo spagnolo ha iniziato nel supermotard, è stato inserito in Moto2 senza una lunga esperienza precedente e ha raggiunto la MotoGP molto giovane. Durante il periodo in KTM, in più occasioni è riuscito a risultare il più veloce tra i quattro piloti della squadra, insieme a Oliveira, Zarco e Petrucci.
Gli infortuni ne hanno rallentato il cammino, ma Foti non mette in discussione né il talento né l’ambizione del pilota. Anche quando chiude alle spalle di Bulega, Lecuona non si accontenta e utilizza il risultato per cercare ulteriori margini di miglioramento.
Tra i nomi osservati dalla struttura Ducati c’è anche Alberto Surra. La sua stagione viene giudicata molto positiva e caratterizzata da progressi costanti. Proprio per questo il pilota è considerato parte della cerchia di atleti monitorati dalla casa.
La squadra, tuttavia, ha preferito non affidargli subito una moto ufficiale. Foti ritiene che un’altra annata in una struttura privata possa aiutarlo a completare la maturazione, evitando di sottoporlo troppo presto alla pressione di un programma ufficiale. Il margine di crescita e il talento, secondo il dirigente, non sono in discussione.
Il nodo delle nuove regole
Foti guarda con preoccupazione alle modifiche regolamentari annunciate per il campionato, tra l’introduzione di una benzina unica e l’eventuale riduzione del regime massimo di rotazione dei motori. Il timore è che interventi di questo tipo finiscano per penalizzare Ducati, azienda abituata a investire nella progettazione e nello sviluppo tecnico.
«Ci vorremmo impegnare per migliorarci e non per limitarci», ha spiegato Foti, evidenziando la distanza tra la filosofia della casa e l’obbligo di destinare risorse all’adattamento a vincoli sempre nuovi. Il dirigente riconosce la necessità di mantenere equilibrio nel campionato, ma considera complesso accettare restrizioni continue per un costruttore che punta a realizzare la moto migliore possibile.
Allo stesso tempo, Foti osserva con favore l’impegno di Bimota, BMW e Honda, che stanno investendo nello sviluppo delle rispettive moto da competizione. La presenza di costruttori impegnati sul piano tecnico viene considerata positiva per il futuro della categoria, anche se resta aperto il confronto sull’equilibrio tra regolamento e libertà progettuale.
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