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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Mobilità elettrica, l’Italia sale a 54 punti nella guida Ayvens

Fiscalità, costi di gestione e rinnovo delle flotte spingono le aziende verso auto elettriche e ibride ricaricabili

L’Italia ha ottenuto 54 punti su 100 nella Mobility Guide 2026 di Ayvens, che misura il grado di sviluppo della mobilità elettrica in Europa.

Federico De Marchis, direttore commerciale di Ayvens Italia, ha spiegato che il passaggio all’elettrico dipende ormai meno dagli incentivi diretti e più da fiscalità, costo complessivo di possesso, infrastrutture e gestione dell’intero ciclo di vita dei veicoli. «La mobilità elettrica in Italia sta entrando in una fase di maggiore maturità», ha dichiarato, collegando le nuove regole alla necessità di programmare con maggiore attenzione il rinnovo delle flotte.

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Flotte aziendali e nuove regole

Per le imprese italiane, il trattamento fiscale delle auto concesse ai dipendenti modifica in modo rilevante la convenienza delle diverse alimentazioni. Il valore imponibile del beneficio in natura è fissato al 10% per le vetture completamente elettriche, al 20% per le ibride ricaricabili e al 50% per i modelli a benzina o diesel.

La differenza tra le aliquote incide sia sui costi sostenuti dall’azienda sia sull’onere a carico del dipendente. Per questo le società stanno rivedendo le proprie politiche sulle auto aziendali, valutando insieme alimentazione, percorrenze, costi operativi e durata dei contratti.

Il quadro è stato modificato anche dal Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148, noto come Decreto Omnibus. La norma interviene sul calcolo del beneficio per le vetture utilizzate a fini lavorativi e personali, introducendo un parametro legato all’età dell’automobile.


L’effetto del Decreto Omnibus

Dall’anno successivo al quinto anniversario della prima immatricolazione, la base imponibile aumenta del 50%. Al calcolo si aggiunge una maggiorazione forfettaria del 5% per accessori e allestimenti che non risultano valorizzati nelle tabelle ACI.

La modifica rende più rilevante la programmazione delle sostituzioni. Una flotta mantenuta oltre il quinto anno può infatti comportare un aumento del carico fiscale, mentre il rinnovo tempestivo consente alle aziende di valutare in anticipo l’alimentazione dei nuovi veicoli e il relativo costo complessivo di possesso.

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Il punteggio dell’Italia

La ricerca di Ayvens prende in esame 30 Paesi europei e assegna a ciascuno un punteggio sulla base di cinque indicatori: diffusione delle auto elettriche, numero dei punti pubblici di ricarica, norme fiscali, confronto dei costi complessivi tra motori elettrici e tradizionali e sostenibilità della rete nazionale.

Con 54 punti, l’Italia rientra nel gruppo dei mercati definiti «in transizione». Il risultato resta distante da quello di Paesi come Norvegia e Belgio, ma lo studio rileva segnali di crescita legati alle scelte delle imprese sui temi ambientali e all’evoluzione delle disposizioni fiscali.

Secondo l’analisi, la competitività economica dei veicoli elettrici sta assumendo un peso maggiore rispetto agli incentivi all’acquisto. La fiscalità e il costo complessivo di possesso diventano quindi strumenti decisivi per sostenere l’adozione delle auto a zero emissioni.


Ayvens in Italia

Ayvens opera in 40 Paesi con oltre 13.000 dipendenti e gestisce 3,1 milioni di veicoli. Il gruppo offre noleggio a servizio completo, formule flessibili e soluzioni per l’amministrazione delle flotte, disponendo di una delle maggiori flotte mondiali di veicoli elettrici di diversi marchi.

In Italia, ALD Automotive Italia opera con il nome Ayvens dopo l’integrazione con LeasePlan. La società dispone di oltre 300.000 veicoli e serve più di 100.000 clienti tra grandi imprese, pubbliche amministrazioni, piccole e medie imprese, professionisti e privati. Ayvens è controllata da Société Générale ed è quotata nel comparto A dell’indice Euronext di Parigi.

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