La pista nel DNA Alfa Romeo: quattro berline da vedere a Bologna
Alla rassegna bolognese il Biscione ripercorre oltre sessant’anni di berline sportive, dalla Giulia TI Super del 1963 alla Giulia Quadrifoglio Super Sport del 2024.
Quattro automobili, quattro epoche e la stessa idea: partire da una berlina destinata alla strada per trasformarla in una protagonista delle competizioni. È questo il filo della presenza Alfa Romeo ad Auto e Moto d’Epoca 2026, in programma dal 22 al 25 ottobre negli spazi di BolognaFiere.
La selezione porta il pubblico dalla Giulia TI Super alla Giulia Quadrifoglio Super Sport, passando per 75 Turbo Evoluzione e 155 V6 TI “ITC”. Il percorso mette in evidenza il cambiamento delle soluzioni tecniche e dello stile, con tre vetture provenienti dalla collezione del Museo Alfa Romeo conservata nell’Heritage Hub Italy.
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Quattro generazioni nate per correre
Il capitolo più antico è affidato alla Giulia TI Super, svelata il 24 aprile 1963 all’Autodromo Nazionale di Monza. Ne furono costruite 501 unità: la carrozzeria alleggerita, il motore bialbero da 1,6 litri portato a 112 CV e il Quadrifoglio sulla vettura la distinguevano nettamente dalla berlina stradale.
Quel modello diventò una base ideale per i preparatori privati. La vittoria di classe al “Tour de France – Auto” del 1963 dimostrò già allora come un’automobile familiare potesse assumere un’autentica vocazione agonistica.
La 75 Turbo Evoluzione, prodotta nel 1987 in 500 esemplari, rappresenta invece la risposta di Alfa Romeo alle esigenze dell’omologazione in Gruppo A. Il suo obiettivo era consentire la partecipazione al Campionato Mondiale Turismo, sia con la formazione ufficiale sia attraverso le squadre private.
Sotto la carrozzeria lavoravano un bialbero turbo da 1.762 cm³, l’intercooler e lo schema transaxle con ponte De Dion. Le appendici aerodinamiche, vistose e funzionali, aumentavano la stabilità e rispettavano al tempo stesso i requisiti regolamentari.
Dalla 155 estrema alla Giulia moderna
Nel 1996 la 155 V6 TI “ITC” portò ancora più avanti la ricerca tecnica. Derivata dalla vettura che aveva permesso a Nicola Larini di conquistare il DTM nel 1993, adottò a metà stagione un V6 a 90 gradi progettato per contenere l’altezza del baricentro.
I dati spiegano il livello raggiunto: 490 CV a quasi 12.000 giri al minuto. Con questa configurazione Alfa Romeo tornò rapidamente ai vertici delle classifiche, arrivando al massimo risultato ottenuto dal marchio di Arese nelle competizioni per vetture a ruote coperte.
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A chiudere il percorso sarà la Giulia Quadrifoglio Super Sport del 2024, realizzata in 275 esemplari. La serie limitata celebra il primo successo Alfa Romeo alla Mille Miglia, conquistato nel 1928 da Giuseppe Campari e Giulio Ramponi con la 6C 1500 Super Sport.
Per la prima volta nella storia ultracentenaria del marchio, il Quadrifoglio presenta uno sfondo nero. La dotazione comprende il V6 2.9 da 520 CV, il differenziale autobloccante meccanico, elementi in fibra di carbonio, cerchi bruniti da 19 pollici, inserti interni in carbonio 3D rosso e una targhetta con il numero progressivo dell’auto.
A Bologna spazio anche a Lancia
Il viaggio nella tradizione sportiva italiana non si fermerà allo stand Alfa Romeo. Nell’area dell’Automobile Club d’Italia saranno celebrati i 120 anni di Lancia attraverso due modelli collegati alla storia delle gare.
La prima è la Alfa Sport del 1907, indicata come la prima Lancia da competizione. Accanto a lei sarà esposta la Fulvia HF del 1972, conosciuta dagli appassionati come “Fulvia-14”, protagonista del Rallye Monte-Carlo vinto da Sandro Munari e Mario Mannucci.
Servizi per i collezionisti
La rassegna offrirà anche un punto dedicato alle attività ufficiali rivolte ai proprietari e agli appassionati delle vetture storiche. Tra le possibilità indicate figurano il Certificato di Origine e la Certificazione di Autenticità.
Sarà inoltre presentato il servizio di Restauro curato dal Marchio. In questo modo l’esposizione affiancherà alla memoria delle competizioni anche gli strumenti destinati a preservare e documentare il patrimonio storico Alfa Romeo.
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