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Motori 2 min di lettura1 ora fa

La MotoGP contesta l’assenza Yamaha dal GP del Qatar

Il promotore richiama gli accordi sportivi e commerciali, mentre l’Italia mantiene il Qatar al primo livello di cautela

Yamaha ha deciso di non partecipare al Gran Premio del Qatar. La rinuncia ha aperto un confronto tra la squadra, il promotore della MotoGP e la Federazione internazionale.

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La posizione della federazione

Carlos Ezpeleta ha sollecitato la FIM a valutare provvedimenti sportivi contro Yamaha. La federazione, che dovrebbe occuparsi della gestione regolamentare del campionato, non ha ancora diffuso una comunicazione ufficiale sulla vicenda.

Il tema riguarda anche i vertici dell’organizzazione. A Sepang il presidente della FIM Jorge Viegas non era presente; al suo posto figurava il vicepresidente Giovanni Copioli. La decisione sulla posizione di Yamaha resta quindi attesa dall’organo federale.


La replica alla squadra

La MotoGP ha manifestato il proprio disappunto per l’assenza della formazione giapponese. Da una parte il promotore ha ribadito che per l’evento esistono garanzie di sicurezza considerate ampie; dall’altra ha richiamato le possibili conseguenze per la squadra guidata da Paolo Pavesio.

Nel comunicato diffuso sull’argomento si legge: «La mancata partecipazione di Yamaha comporta implicazioni contrattuali per i suoi accordi con la MotoGP e l’IRTA, ma anche implicazioni sportive, le cui eventuali conseguenze saranno gestite dalla FIM in conformità con il regolamento del campionato».

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I dubbi sulla sicurezza

La decisione di Yamaha è arrivata mentre sul Qatar pesa l’incertezza legata alle tensioni militari nella regione. Tra le ipotesi circolate c’è anche quella di un possibile aggravamento del conflitto in Iran dopo le elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre, con un eventuale coinvolgimento di Israele e possibili ritorsioni contro gli Stati del Golfo.

Alcuni Paesi, tra cui la Francia, hanno innalzato il livello di allerta. L’Italia, invece, mantiene il Qatar al primo gradino su una scala di quattro: il livello più basso, associato alle normali precauzioni. Il ministero degli Affari esteri invita comunque i cittadini presenti nel Paese a seguire le indicazioni locali e avverte che non sono escluse ripercussioni sui collegamenti aerei.


Piloti e squadre divisi

Nel campionato le reazioni sono rimaste in gran parte prudenti. Marc Marquez ha espresso perplessità, ma i piloti non dispongono degli strumenti per incidere direttamente sulla decisione; anche i dirigenti delle altre squadre hanno evitato prese di posizione nette.

Yamaha è stata l’unica formazione a comunicare apertamente la rinuncia. La scelta ha evidenziato il contrasto tra le valutazioni sulla sicurezza e gli interessi contrattuali legati alla presenza in Qatar, lasciando alla FIM il compito di stabilire eventuali conseguenze sportive.

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