IndyCar, sfuma la terza squadra: Ford sceglie un’altra strada
Il marchio americano non entrerà nel campionato dal 2028 e manterrà le proprie risorse sui programmi Hypercar e WRC
Per la IndyCar non arriverà il tanto atteso terzo motorista. Ford ha infatti accantonato l’ipotesi di schierarsi nel campionato americano dal 2028, lasciando Honda e Chevrolet come unici fornitori di motori anche nella prossima fase tecnica.
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Ford chiude la porta al 2028
Le indiscrezioni delle ultime settimane avevano indicato la Casa statunitense tra i possibili nuovi protagonisti della serie. L’introduzione delle Dallara IR-28, equipaggiate con propulsori V6 biturbo da 2,4 litri invece degli attuali 2,2 litri, sembrava poter favorire il rientro di Ford dopo circa vent’anni di assenza.
A chiarire definitivamente la posizione dell’azienda è stato Mark Rushbrook, responsabile di Ford Racing. Il dirigente ha spiegato che le risorse disponibili sono già assorbite dai programmi in corso e dai progetti futuri: «L’attenzione di Ford Racing è rivolta ai programmi agonistici già esistenti; tutte le nostre risorse sono interamente dedicate allo sviluppo dei progetti Hypercar e WRC».
Hypercar e WRC restano prioritari
La scelta nasce dunque dalla volontà di concentrare gli investimenti sulle attività già avviate, sia sul piano nazionale sia su quello internazionale. L’ingresso in IndyCar non è considerato una priorità rispetto agli impegni che Ford sta portando avanti nelle competizioni di durata e nel campionato mondiale rally.
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Il possibile debutto come terzo costruttore avrebbe aperto una nuova fase per la categoria, ma il programma non sarà sviluppato. Per il momento, quindi, Ford continuerà a operare nei settori agonistici già individuati senza aggiungere un ulteriore progetto alla propria strategia sportiva.
Honda e Chevrolet restano sole
La rinuncia di Ford lascia invariato il confronto tra Honda e Chevrolet, protagoniste senza interruzioni dal 2013. I due marchi continueranno così a contendersi il ruolo di unico fornitore di motori alternandosi al vertice della competizione statunitense.
La IndyCar aveva già cercato un’alternativa con Lotus nel 2012. L’esperienza, realizzata insieme a Judd, durò poco e non riuscì a imporsi per effetto dei tagli al budget seguiti al cambio di proprietà di Lotus e per il livello di prestazioni dei propulsori, rivelatosi insufficiente.
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