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Motori 1 min di lettura54 min fa

Il giornalista Andrea Scanzi: moto e viaggi senza programmi

Il giornalista ha iniziato a guidare intorno ai quarant’anni e oggi conserva quattro motociclette nel suo garage.

Andrea Scanzi considera la motocicletta la sua principale valvola di libertà. Il giornalista e scrittore ha raccontato a Moto.it una passione nata intorno ai quarant’anni e diventata parte stabile della sua vita.

«È l'unica cosa che mi riesce a liberare la mente totalmente», ha spiegato Scanzi parlando del rapporto con le due ruote. Quando sale in sella, preferisce allontanarsi dal telefono e dagli impegni, anche per sette o otto ore, senza fissare una destinazione precisa.

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Le quattro moto di Scanzi

Nel suo garage ci sono quattro motociclette, tutte legate a un rapporto personale e ciascuna identificata da un nome. La collezione comprende due Harley-Davidson, una Indian e una Ducati Scrambler.

Per Scanzi, però, il valore della moto non dipende soltanto dai modelli posseduti. Il piacere maggiore arriva dalla possibilità di partire senza programmi, lasciando alle spalle il rumore della quotidianità e mantenendo il telefono spento durante il viaggio.


Gli anni nel Motomondiale

L’intervista ripercorre anche il periodo trascorso da inviato nel Motomondiale. In quegli anni Scanzi ha incontrato Valentino Rossi, Casey Stoner e Marco Simoncelli, vivendo da vicino l’ambiente delle corse.

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Il ricordo di Simoncelli occupa una parte particolarmente intensa del racconto. Gli aneddoti legati al pilota romagnolo si intrecciano con la commozione ancora presente per la sua morte.


Il viaggio in Patagonia

Tra i progetti personali, Scanzi ha citato il desiderio di raggiungere la Patagonia in moto. Il viaggio si lega alla sua idea di esplorare luoghi e strade senza una tabella di marcia rigida.

Il giornalista ha inoltre parlato della volontà di diminuire gradualmente gli impegni pubblici. In questa prospettiva, la motocicletta resta la passione alla quale rinuncerebbe per ultima.

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