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Motori 2 min di lettura18 min fa

Idrogeno, Kawasaki costruirà in Giappone l’impianto più grande

La struttura produrrà 50 tonnellate al giorno e dovrebbe entrare nella fase dimostrativa commerciale dal 2030

Kawasaki ha avviato in Giappone il progetto per un impianto capace di liquefare 50 tonnellate di idrogeno al giorno. La struttura sarà completata entro la fine del 2028 e diventerà la più grande del Paese per capacità dichiarata.

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Il progetto in Kanagawa

I lavori sono partiti il 19 ottobre nell’area di Ogishima, all’interno del Kawasaki LH2 Terminal, nella prefettura di Kanagawa. L’iniziativa rientra in un programma nazionale sostenuto da NEDO, l’agenzia giapponese dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie energetiche.

Dopo la conclusione del cantiere, l’impianto dovrebbe essere impiegato dal 2030 per una dimostrazione su scala commerciale. La capacità prevista è oltre tre volte superiore a quella del più grande impianto di liquefazione annunciato finora in Giappone, fermo a 15 tonnellate quotidiane.


Perché serve l’idrogeno liquido

Trasportare e conservare l’idrogeno allo stato gassoso richiede molto spazio. Portando il gas a circa -253 °C, invece, il suo volume scende a circa un ottocentesimo: diventa così possibile movimentare quantità maggiori attraverso serbatoi e navi appositamente progettati.

La liquefazione comporta però consumi energetici elevati e richiede impianti complessi. Kawasaki intende sfruttare l’esperienza maturata con turbine, sistemi di isolamento termico e apparecchiature criogeniche. Il gruppo aveva già realizzato un primo prototipo nel 2013 e, nel 2020, aveva messo in commercio un impianto da 5 tonnellate al giorno. La nuova struttura porterà quindi la capacità a un livello dieci volte superiore rispetto a quel modello.

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Il legame con le motociclette

L’investimento riguarda l’intera filiera dell’idrogeno e non unicamente il settore motociclistico. Kawasaki Heavy Industries opera anche nei comparti ferroviario, navale, aerospaziale ed energetico, oltre a quello delle due ruote. Il gruppo ha inoltre sviluppato con Japan Engine Corporation un motore navale a idrogeno a sei cilindri e due tempi, che durante le prove ha funzionato con oltre il 95% dell’energia fornita da questo combustibile.

Nel luglio 2024, a Suzuka, Kawasaki aveva presentato una motocicletta a idrogeno funzionante. Il prototipo deriva dalla Ninja H2 SX e utilizza un quattro cilindri sovralimentato da 998 cm³ modificato per l’iniezione diretta del gas. Le bombole sono collocate ai lati della moto, all’interno di due contenitori esterni simili a valigie.


La rete di rifornimento

Per rendere utilizzabile una moto a idrogeno nella vita quotidiana non basta intervenire sul motore. Servono impianti per la produzione, sistemi di trasporto, depositi, distributori e dispositivi compatibili con il rifornimento dei veicoli.

Il nuovo stabilimento dovrebbe contribuire alla costruzione di una filiera dell’idrogeno liquido su larga scala, compreso il trasporto via mare. Rimane tuttavia da valutare l’impatto complessivo: le emissioni dipendono dal metodo usato per produrre l’idrogeno e dall’energia necessaria per raffreddarlo, trasferirlo e distribuirlo. Kawasaki punta a portare la tecnologia delle proprie motociclette verso un impiego pratico nei primi anni Trenta.

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