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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Horner, pace con Red Bull: «Quelle vittorie portano anche la mia firma»

L’ex responsabile della squadra racconta i rapporti ritrovati con la proprietà e rivendica un ruolo nella nascita del motore che ha vinto in Malesia e a Singapore.

Il rapporto tra Christian Horner e la Red Bull sembra essersi ricomposto dopo l’addio turbolento. L’ex team principal ha spiegato di avere ancora contatti positivi con i principali esponenti della proprietà e di guardare con orgoglio ai risultati costruiti durante la sua lunga gestione.

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Il passato non pesa più

Horner ha raccontato di aver incontrato, dopo la separazione, sia Yoovidhya sia Mark Mateschitz. Con entrambi, ha detto, si è instaurato un confronto sereno, accompagnato da messaggi di apprezzamento per il lavoro svolto negli anni precedenti.

Anche il rapporto con Oliver Mintzlaff, dirigente del gruppo Red Bull, sarebbe tornato disteso. «Ormai è acqua passata», ha spiegato Horner, aggiungendo di augurare il meglio alla squadra e ai suoi azionisti. Secondo il manager inglese, circa il 90% del periodo trascorso a Milton Keynes resta legato a ricordi positivi.


Quelle vittorie parlano anche di lui

Il riconoscimento più significativo sarebbe arrivato dopo il successo conquistato da Max Verstappen a Singapore. In quell’occasione Mintzlaff avrebbe telefonato a Horner per ringraziarlo del progetto realizzato e dei risultati raggiunti dalla squadra.

Il riferimento riguarda soprattutto la nuova unità propulsiva Red Bull, fortemente sostenuta da Horner quando era ancora alla guida del team. Il motore ha centrato le prime vittorie della propria storia in Malesia e a Singapore, arrivando al successo alla sedicesima gara disputata.

«Considero questo risultato uno dei miei più grandi traguardi nel percorso con Red Bull», ha affermato l’ex dirigente, sottolineando che il propulsore è stato giudicato il più competitivo della Formula 1 già al debutto. Pur non avendo più un incarico ufficiale, Horner considera quindi quei progressi parte della propria eredità sportiva.


L’autobiografia riapre i ricordi

Le dichiarazioni sono arrivate durante la serie di interviste legate all’uscita di Drive, l’autobiografia nella quale Horner ripercorre circa vent’anni trascorsi al vertice della scuderia di Milton Keynes.

Il libro offre lo spunto per raccontare anche gli ultimi mesi della sua esperienza, segnati da tensioni e dalla successiva conclusione del rapporto con Red Bull. Nel bilancio tracciato dall’ex team principal, tuttavia, il peso dei risultati ottenuti e dei legami costruiti nel tempo sembra prevalere sulle difficoltà finali.

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