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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Honda-Aston Martin, la sfida è diventare una sola squadra

Koji Watanabe ammette le difficoltà del 2026 e indica nella collaborazione tra Sakura e Silverstone la chiave per rilanciare il progetto

La ripresa del progetto Aston Martin-Honda passa da un cambio di metodo: non più due realtà che lavorano in parallelo, ma un gruppo capace di sviluppare insieme telaio e unità motrice. È questa la direzione indicata da Koji Watanabe, presidente uscente di Honda HRC, mentre la squadra britannica cerca di uscire da una stagione molto al di sotto delle attese.

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Telaio e motore devono crescere insieme

Secondo Watanabe, il rapporto tra le due aziende si è rafforzato dopo un avvio complicato. La priorità, ora, è affrontare senza separazioni i problemi della monoposto, mettendo sullo stesso piano il lavoro sul propulsore e quello sulla struttura progettata da Aston Martin.

“Il motore e il telaio hanno ancora molti problemi, nessuno dei due è perfetto, ma ci stiamo impegnando a migliorare concretamente entrambi”, ha spiegato Watanabe nell’intervista concessa all’edizione giapponese di Motorsport.com. Il dirigente ha sottolineato che il confronto tra le parti è diventato più aperto e orientato alla ricerca di soluzioni comuni.

L’obiettivo indicato dal presidente di Honda HRC è arrivare a una concezione realmente integrata della vettura. Sebbene telaio e unità motrice siano realizzati da aziende differenti, una collaborazione più stretta dovrebbe rendere più rapidi ed efficienti gli interventi futuri.


Il 2026 è iniziato in salita

Aston Martin e Honda hanno dovuto affrontare contemporaneamente un nuovo regolamento, carburanti e lubrificanti inediti, una squadra rinnovata e nuovi piloti. Le ambizioni iniziali erano elevate, ma la risposta in pista è stata molto più difficile del previsto e il ritardo accumulato nella progettazione e nello sviluppo della power unit ha aggravato il quadro.

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Il rendimento deludente ha alimentato anche le indiscrezioni su una possibile fine anticipata della collaborazione. Nei primi mesi della stagione si era parlato di un interesse di Lawrence Stroll verso un altro motorista per il 2027. Le voci si sono attenuate con il parziale miglioramento delle prestazioni e dei rapporti tra il costruttore giapponese e il gruppo di Silverstone.

Watanabe ha comunque riconosciuto la gravità della partenza: “Devo ammettere che l’inizio di questa stagione è stato davvero difficile”. Gli obiettivi, ha aggiunto, non sono cambiati e proprio per questo Honda e Aston Martin devono intensificare il lavoro comune a ogni livello.


Sakura e Silverstone più vicine

Un segnale concreto della nuova impostazione è arrivato dopo il Gran Premio del Giappone, quando la vettura completa è stata trasferita a Sakura, sede di Honda HRC, per svolgere attività di prova. Anche nella struttura Honda è attualmente presente personale Aston Martin impegnato nello sviluppo.

Il percorso verso una piena integrazione non sarà immediato. Watanabe, che lascerà l’incarico il 31 dicembre, ritiene però che la conoscenza reciproca dei processi e una maggiore unità operativa possano migliorare sia la velocità degli interventi sia il livello generale della monoposto. La priorità dichiarata è arrivare alla prossima stagione nelle condizioni di competere in modo adeguato.

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