791notizie oggi
Motori 3 min di lettura14 ott

Horner non arretra: il motore Red Bull è anche la sua rivincita

L’ex dirigente ridimensiona l’ipotesi Ferrari e rivendica il ruolo avuto nella crescita della squadra e nel progetto della power unit sviluppata con Ford.

Christian Horner ha ridimensionato le indiscrezioni su un possibile approdo in Ferrari: secondo l’ex dirigente, alcune sue parole sono state estrapolate dal contesto. Il britannico resta però interessato a un nuovo progetto competitivo, a condizione di poter entrare anche nella compagine proprietaria della squadra.

La sua attenzione rimane inevitabilmente legata alla Red Bull, soprattutto dopo i risultati ottenuti dal motore sviluppato internamente con il sostegno di Ford. Horner ha seguito da lontano quei progressi e considera la riuscita della power unit una conferma delle scelte compiute durante la sua lunga gestione.

Offerta del giorno15 ottobre

Douglas

Fino al -25% su Douglas via app

Scade domani
*******


La ferita resta, ma i numeri rimangono

Intervistato dal Guardian, l’ex team principal ha spiegato di sentirsi ancora coinvolto sul piano personale. Ha ricordato il proprio contributo alla costruzione dell’organizzazione e ha sottolineato che i successi accumulati non possono essere cancellati dalla conclusione del rapporto con la squadra.

«Nessuno potrà portarmi via le 124 vittorie e i 14 campionati», ha affermato Horner. Allo stesso tempo, ha ammesso di aver vissuto con particolare amarezza l’impossibilità di assistere direttamente al successo del propulsore nato nel reparto Powertrains, un risultato che aveva contribuito a preparare.


Una crescita costruita nel tempo

Quando Horner entrò in Red Bull, la struttura contava meno di 400 dipendenti; al momento della sua uscita erano diventati 2.200. L’ex responsabile sostiene di aver investito ogni energia nell’azienda e di aver convinto numerosi professionisti a lasciare altre scuderie per unirsi al progetto austriaco.

Secondo il suo racconto, la squadra riuscì inoltre a mantenere una notevole continuità interna. Il limitato ricambio del personale avrebbe favorito la formazione di una cultura condivisa, elemento che Horner considera decisivo per affrontare una sfida tecnica così complessa.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Il motore nato nella casa delle bevande

Il reparto dedicato ai motori venne creato nel 2021. Horner ha lasciato la Red Bull proprio quando il nuovo propulsore era vicino al debutto in pista, senza poter vedere la vettura equipaggiata con un progetto che, agli inizi, era stato giudicato da molti un azzardo.

La collaborazione con Ford ha invece portato rapidamente a una power unit competitiva. I risultati raccolti nel 2026 hanno già permesso alla Red Bull di raggiungere il bilancio di successi della Ferrari, mentre Horner rivendica di aver sostenuto fin dall’inizio l’idea di sviluppare un motore all’interno di un’azienda nata nel settore delle bevande.


L’orgoglio dopo le vittorie

Dopo i successi di Sepang e Singapore, Horner ha ricevuto messaggi da membri della squadra e ha scritto a Max Verstappen. Ha definito molto generosa la risposta del pilota e ha descritto quelle vittorie come un passaggio storico per la Red Bull.

A suo giudizio, il risultato dimostra che persone adeguate, una solida identità collettiva e strumenti all’altezza possono rendere possibile anche un progetto fuori dagli schemi. La Red Bull, ha aggiunto, ha sempre avuto la tendenza a oltrepassare i limiti e proprio questa mentalità le avrebbe consentito di affrontare una scommessa simile.

Horner ha lasciato il ruolo nel luglio 2025, prima di poter assistere al completamento dell’iniziativa più ambiziosa avviata sotto la sua direzione. Per questo il successo del motore rappresenta per lui insieme una soddisfazione personale e il ricordo di un’occasione che non ha potuto vivere dal muretto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere